Cento chilometri da percorrere lentamente a piedi tra il Lazio e
l’Abruzzo, alla scoperta di paesi medievali e natura selvaggia per
ripercorrere una pagina della riunificazione dell’Unità d’Italia. E' “Il
Cammino dei Briganti”, una nuova proposta della Compagnia dei Cammini,
l’associazione che dal 2010 promuove il turismo responsabile.
L'itinerario si snoda tra i confini del Cicolano e la Marsica, tra Lazio
e Abruzzo. I briganti non erano malviventi, ma coloro che difendevano
queste terre dall’invasione dei Sabaudi, i nuovi padroni arrivati dal
nord che avevano decuplicato le tasse e imposto la leva obbligatoria a
chi non poteva sottrarsi dall’obbligo di custodire la terra. Il percorso
fa rivivere una storia di 150 anni fa, fatta anche di rapimenti,
riscatti, violenza e soprusi, una storia che va conosciuta per ciò che è
stato e che ha poi generato difficili equilibri del nostro Paese. Una
storia da ripercorrere a piedi, lungo un cammino di paese in paese, ben
percorribile e segnato, con posti tappa attrezzati.
Il cammino si compie in sette giorni ed è di media difficoltà: si
sviluppa su quote medie tra gli 800 e i 1300 metri di quota, alle
pendici del Monte Velino, terza cima degli Appennini. Tra boschi e
montagne, si ripercorrono dunque le orme dei briganti della Banda di
Cartore tra la Val de Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte
Velino. Si parte da Sante Marie, vicino a Tagliacozzo (ricordato anche
nell'Inferno di Dante), per proseguire verso Valdevarri nel Lazio, dove
le donne ancora lavano il bucato alla fonte e Nesce, dove passò anche
San Francesco nei suoi viaggi. Paesi quasi disabitati e poco noti, dove
l'incontro con gli abitanti è ancora autentico e sempre sorprendente.
Poi si rientra in Abruzzo e si giunge a Cartore, magico borgo alle
pendici del Velino che fu sede dell'omonima banda di briganti, con una
puntata al Lago della Duchessa (1.788 m), incastonato in una delle più
belle cornici dell’Appennino a dominare la piana del Cicolano e della
Marsica. Poi Santa Maria in Valle, capolavoro del Romanico, Rosciolo e
Scurcola Marsicana, i borghi della Marsica più conservati nel tempo, per
poi chiudere l'anello di nuovo a Sante Marie.
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