lunedì 21 gennaio 2013

Vi piace il Carnevale? Abbinatelo ad un weekend itinerante

A me personalmente no, pero' mi rendo conto che è un evento aspettato da molti, con la sua allegria, le sue maschere strabilianti ed i carri allegorici.....quindi ho deciso di scrivere qualcosa in merito ricordando i piu' celebri carnevali d'Italia!

Venezia:
Venezia offre un suggestivo scenario soprattutto nel periodo più variopinto dell'anno. Dal 26 febbraio all'8 marzo il carnevale veneziano è colmo di eventi tradizionali e non. Per l’occasione anche quest’anno sbarcano a Venezia centinaia d’artisti di strada ad animare una delle feste carnevalesche più belle d’Italia e del mondo. Il 27 febbraio è la giornata dedicata alla tradizione con il Volo dell’angelo, la festa delle Marie e le rievocazioni storiche in costume. Molti gli appuntamenti dedicati a i bambini e gli spettacoli di piazza con drag queen, giocolieri e gli artisti del teatro di strada che animano spettacoli dedicati al tema: Ottocento - da Senso a Sissi - la città delle donne.
Viareggio (Lucca):
Quando si parla di Carnevale non si può non citare quello di Viareggio, uno dei più belli d'Italia, un Carnevale ricco di storia e tradizioni e dalla forte vocazione satirica.
Domenica 3 febbraio
1° CORSO MASCHERATO DI APERTURA Dedicato a Giorgio Gaber, ore 15,00

Domenica 10 febbraio

2° CORSO MASCHERATO SERALE DI GALA, ore 16,00

Martedì 12 febbraio

3° CORSO MASCHERATO DELLA RAI, ore 14,50

Domenica 17 febbraio

4° CORSO MASCHERATO DELLA TABERNELLA  Dedicato all’Unesco, ore 15,00

Domenica 3 marzo

5° CORSO MASCHERATO DI CHIUSURA, ore 15,00
Ivrea:
Cuore dell’evento la spettacolare Battaglia delle arance, che si svolge nelle piazze del centro cittadino. Conosciuta in tutto il mondo, questa Battaglia ricorda una grande rivolta popolare che ebbe luogo nel XII secolo e che portò alla distruzione del Castello cittadino. La manifestazione si presenta come un tumultuoso gioco delle parti tra gli aranceri a piedi, simbolo del popolo ribelle, e quelli sui carri, simbolo delle guardie del tiranno. Indumento tipico e obbligatorio del Carnevale di Ivrea è il berretto frigio, lo stesso in uso durante la rivoluzione francese, indispensabile per proteggersi dal lancio delle arance.
 Cento (Ferrara):
Al suono travolgente di musica carioca, la città di Cento, in provincia di Ferrara, ogni anno per il periodo di carnevale si trasforma in una cornucopia di colori e sapori, tradizioni e trasgressioni, cibo e belle donne, arte e cultura in un indescrivibile clima di festa e bagordi. Nello splendido centro storico, per cinque fine settimana il Carnevale di Cento, noto da vent’anni come Cento Carnevale d’Europa, sfila con mastodontici carri mascherati,testimonial di fama nazionale ed internazionale, peculiare "gettito" di regali (peluche, gonfiabili, palloni, bambole di pezza e gadget di ogni forma e colore) lanciati con foga dai carri verso una trepidante marea di mani alzate nonché tante iniziative collaterali da soddisfare grandi e piccini.

Fano (Pesaro - Urbino):

Il Carnevale di Fano è il più antico d'Italia: le prime attestazioni scritte relative a questa festa risalgono al lontano 1347. La leggenda narra che questo Carnevale sia nato per celebrare la riconciliazione delle due più importanti famiglie cittadine di allora, i Del Cassero e i Da Carignano, ricordate da Dante Alighieri nella "Divina Commedia". Risale invece al 1450 il primo Palio disputato con cavalli ed asini al termine del quale il vincitore, per festeggiare, lanciava agli spettatori delle offelle al miele. Una tradizione che nel tempo si è trasformata sino a diventare una battaglia combattuta a colpi di quintali di dolciumi.


Putignano:

La tradizione fa risalire il Carnevale di Putignano al 1394, anno della traslazione delle reliquie di Santo Stefano da un monastero della vicina città di Monopoli nella locale chiesa di Santa Maria La Greca. La maschera tipica di questo Carnevale è Farinella, la cui nascita risale al 1953 e che ricorda l'immagine di un "jolly" con abito a toppe multicolori e sonagli sulle tre punte del cappello e sulle scarpe. Queste le principali date della 620° Edizione del Carnevale di Putignano:
15 Gennaio 2013 - Ore 11:30: Conferenza Stampa di Presentazione 
17 Gennaio 2013: Giovedì delle vedove - S. Antonio
24 Gennaio 2013: Giovedì dei pazzi
27 Gennaio 2013 - ore 14.30: Prima Manifestazioone-Tributo a Fellini
31 Gennaio 2013: Giovedì delle donne sposate
02 Febbraio 2013: Festa dell’orso
03 Febbraio 2013 - ore 11.00: Seconda Sfilata
07 Febbraio 2013: Giovedì dei cornuti
10 Febbraio 2013 - Ore 11.00: Terza Sfilata
12 Febbraio 2013 - Ore 19.00: Quarta Sfilata
Acireale (Catania):
Con la sua straordinaria spettacolarità, quello di Acireale è ormai conosciuto come "il più bel carnevale di Sicilia". Le sue origini sono antichissime e risalgono al XVII secolo, quando squadroni di contendenti duellavano lanciandosi uova marce. Con il passare degli anni il Carnevale acese si è andato sempre più raffinando grazie anche alla simpatia degli "abbatazzi", poeti di strada che si sfidavano nelle piazze della città improvvisando rime e brevi poesie. Nell'Ottocento viene introdotta nella tradizione carnevalesca di Acireale la "cassariata", una sfilata di carrozze trainate da cavalli riservate ai nobili, che lanciavano confetti agli spettatori. Risalgono al 1880 le prime sfilate di i carri con maschere di cartapesta dalle gigantesche dimensioni mentre nel 1930 fanno la loro prima comparsa le sfilate dei carri infiorati, maestose "costruzioni" realizzate con i garofani. Negli anni '50 - '60 del Novecento ai carri allegorici e alle macchine infiorate si affiancano dei mini-carri, detti "lilliput", a bordo dei quali trova posto un bambino. Antiche tradizioni che si sono andate via via raffinando e rivivono anche quest’anno nei giorni di Carnevale, quando tutta la città diventa un'enorme giostra con giochi popolari come l'albero della cuccagna, il tiro alla fune e la corsa dei sacchi.

Oristano :

In Sardegna dire "Carnevale" equivale a dire "Sartiglia", una festa equestre che trae origine dalla cultura spagnola tardomedievale e che si tiene ad Oristano a Carnevale. Un tempo riservata esclusivamente ai nobili, la Sartiglia vede giovani cavalieri mascherati confrontarsi nell’uso della lancia in groppa a cavalli addobbati con coccarde colorate e pizzi di seta. La maschera dominante della festa è Su Cumponidori, il re della Sartiglia, che viene eletto ogni anno dai rappresentanti di artigiani e contadini. Nel giorno della Sartiglia, il re deve sottoporsi al rituale della vestizione al termine della quale viene poggiata sul volto del cavaliere una maschera. Da questo momento in poi Su Componidori non potrà più mettere piede a terra. Issato su un cavallo, l’eletto percorrerà le vie del centro, che nel frattempo sono state ricoperte di sabbia. Insieme ai suoi cavalieri, tutti in costume sardo, dovrà infilzare la spada al centro di una stella sospesa di fronte alla facciata del Duomo. La riuscita dell’impresa assicurerà una primavera ricca e prosperosa.
In questo paese di tradizione tedesca in provincia di Udine, il Carnevale è caratterizzato dalle tradizionali figure dei Rolar e dei Kehirar che danno vita alla Notte delle Lanterne. I primi sono personaggi a metà strada tra il demoniaco e il magico, hanno la faccia coperta di fuliggine e sono accompagnati dai sonagli. I Kehirar invece indossano delle maschere di legno e hanno degli abiti colorati. Entrambi vanno in processione da Sauris di Sopra a Sauris di Sotto, seguiti dai turisti, illuminando solo con le lanterne la strada. Una volta arrivati a destinazione, nel mezzo del paese, si possono rimettere in sesto con un tradizionale pasto a base di minestrone d’orzo, fagioli, prosciutto, crauti, cotechino e dolci. Il tutto sotto un tendone riscaldato al centro della città.

Verres (Valle d’Aosta):

Il Carnevale Storico di Verres ha il sapore antico. Nato dalla ribellione di Caterina nel 1450 al Duca di Savoia, coinvolge tutto il popolo. Il sabato il Gran Ciambellano scende la scalinata di Piazza Chanoux, circondato da guardie, arcieri e portabandiera e annuncia l'arrivo dei signori locali. Poi la Contessa inizia ballare con un popolano, mentre il Gran Ciambellano dichiara aperti i festeggiamenti ed invita il popolo a sfrenarsi. E così la festa continua fino al martedì grasso quando le celebrazioni si concludono con il ballo in maschera al Castello, detto Veglionissimo.

La scelta non manca!!!




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