La Storia continua ad affascinare registi, scrittori e sceneggiatori. Se il film Inferno,
tratto dall’omonimo bestseller di Dan Brown e diretto da Ron Howard, ha
acceso i riflettori sulla Firenze dantesca, ora torna alla ribalta la
Toscana rinascimentale, al centro della fiction I Medici (in
onda da martedì 18 ottobre su Rai Uno). Una produzione internazionale
che vede impegnato un cast stellare del calibro di Dustin Hoffman e
Richard Madden nel racconto di una delle saghe familiari più avvincenti
del Cinquecento. Ecco un itinerario tra antiche dimore nobiliari e
suggestioni d’epoca, alla scoperta della terra che ha dato i natali alla
dinastia che più ha influenzato la vita politica toscana, lasciando un
segno indelebile nell’arte, nella cultura e nella società.
Dolci declivi e atmosfere fiabesche. Così si apre il sipario sul
Mugello, la regione collinare a nord-est di Firenze da cui proveniva il
feudatario che ha dato origine alla gens medicea attorno all’anno mille. Qui, a Barberino di Mugello, circondata da un parco di diciotto ettari che si estende sino alle sponde del lago di Bilancino, sorge Villa Le Maschere (doppia b&b, da 193 € a notte). Un tempo residenza di campagna della famiglia Gerini, oggi è un elegante resort con centro benessere,
dove il design moderno si fonde allo stile tardo-rinascimentale della
struttura, tra stucchi e affreschi riportati alla luce dopo una lunga
opera di restauro. Il luogo perfetto dove rilassarsi con trattamenti Spa
e passeggiate nella natura e dove lasciarsi ammaliare dai richiami
storici e artistici di ambienti comuni, camere e suite dal tocco
aristocratico. Basta entrare nella lobby e ammirare le volte dipinte con
gli stemmi dei casati appartenenti a tutte le nobildonne che, nel corso
dei secoli, hanno pernottato in questa affascinante dimora, dalle
discendenti dei Pucci a Caterina dei Medici. La villa,
che prende nome dalle ventidue maschere che si stagliano a rilievo sulla
facciata, è il punto di partenza ideale per scoprire i dintorni. Se gli
amanti dello shopping trovano il bengodi al McArthur Glen Designer Outlet, con oltre cento negozi, gli appassionati delle due ruote possono seguire il rombo dei motori e spingersi sino al celebre Autodromo internazionale del Mugello a Scarperia San Piero, per provare il brivido di una visita al circuito che ogni anno ospita il MotoGP.
Dalle quindici curve del Mugello Circuit alle diciotto buche di UNA Poggio dei Medici (doppia
b&b da 105 € a notte), resort e golf club poco distante
dall’autodromo. Qui, settanta camere in stile country-chic si affacciano
sul verde, là dove un tempo sorgevano casali di campagna. Una traccia
del passato resta al centro del campo da golf, dove è tuttora presente
la cinquecentesca Villa di Cignano, residenza di caccia medicea, oggi adibita a eventi e serate speciali. Da non perdere una visita al centro storico di Scarperia,
uno dei borghi più belli d’Italia, famoso per le tradizionali botteghe
di coltellinai. Tutti i segreti di questa tipica lavorazione artigiana
sono raccontati al Museo dei Ferri Taglienti, mentre Palazzo dei Vicari,
con la sua facciata tempestata di stemmi, è un gioiello architettonico
che merita di essere scoperto. Pausa all’insegna del gusto? L’indirizzo è
Maga Magò (Via Montecarelli 3, Barberino di Mugello),
un ristorante che ha conservato l’aria accogliente di una casa,
all’interno di un vecchio palazzo di paese. In cucina c’è
l’italoamericano Efrem, che propone specialità locali come i tortelli
mugellani ripieni di patate con ragù di cinghiale, ma anche taglieri con
coccoli fritti, prosciutto crudo e formaggio Raviggiolo, oltre a golosi
dolci fatti in casa da scegliere al buffet.
Seguendo gli scenografici filari di viti e ulivi si arriva a Montaione,
un borgo di origini medievali, situato su una collina panoramica in
provincia di Siena. Nel centro storico del paese, si dorme come dei
signori a UNA Palazzo Mannaioni
(doppia b&b da 87 € a notte), antica dimora cinquecentesca che deve
il nome alla più illustre famiglia della zona, un tempo proprietaria
della struttura. Qui, in un ambiente dallo stile classico toscano, si
respira un’atmosfera d’antan e si coccola il palato al ristorante de’ Mannaioni,
oasi gastronomica dell’hotel, dove deliziarsi con creazioni che
interpretano in chiave gourmet i sapori locali, tra selvaggina, funghi e
tartufi. Per un tuffo nell’arte, il consiglio è di raggiungere San Gimignano
e addentrarsi per le sue strade, alla scoperta di un centro storico che
si fregia del titolo di Patrimonio Unesco. Tappa d’obbligo è il Palazzo del Comune con i suoi affreschi e le sue sale, ma anche la Torre Grossa,
alta 54 metri, una delle quattordici che costellano il paese, dove
salire per godere di una vista mozzafiato sull’intera vallata. Prima di
ripartire, sosta golosa alla locanda La Mandragola,
per assaggiare crostini, salumi di cinta senese, terrine e piatti dove
fanno capolino chicche locali come lo zafferano di San Gimignano dop.
Specialità da accompagnare alla celebre Vernaccia docg, antico nettare
cantato da Dante, protagonista del banchetto nuziale dei Medici-Rucellai
e molto apprezzato da Lorenzo il Magnifico. Per sentirsi un po’ nobili,
brindando all’arte e alla bellezza.
lunedì 24 ottobre 2016
martedì 18 ottobre 2016
Novità sul check-in con Ryanair
Ciao ragazzi, arriva una novità per quanto riguarda il check-in con Ryanair.
Dal primo novembre in poi sarà ridotto il tempo minimo per effettuare il check-in, scende da 7 a 4 giorni prima dal giorno della partenza. La decisione è stata presa per coloro che acquistano un biglietto aereo con assegnazione del posto casuale.
Per chi acquista il posto a sedere non cambierà la tempistica. Comunque la compagnia vi avviserà sempre
martedì 11 ottobre 2016
Bulgaria - Sofia
C’era una volta, nel cuore della Bulgaria, a metà tra Sofia e il Mar Nero, una valle incantata, in cui ogni anno, a primavera, sbocciano rose meravigliose, e le giornate si illuminano improvvisamente di colori e profumi intensi.
La magica storia che voglio raccontarvi è quella della Valle delle Rose, un territorio situato nel centro della Bulgaria, di una bellezza sconvolgente, che tra la fine di maggio e gli inizi di giugno, viene invaso dalla fioritura e dal raccolto di splendide rose, le regine dei fiori, che in questa parte di mondo sono di una straordinaria bellezza.
Ogni paese organizza il suo festival cercando di realizzare l’evento più bello in tutta la Bulgaria, e attraendo migliaia di curiosi visitatori, che possono partecipare anch’essi al raccolto.
L’impegno richiesto è elevatissimo: occorrono circa 300 kg di petali di rose per produrre un solo litro di olio di rose.
I prodotti del raccolto vengono utilizzati dai laboratori anche per produrre cosmetici, marmellata o liquori come la grappa di rose.
Se siete interessati a scoprire la sua capitale, non perdetevi le offerte sui voli Ryanair, dopo l'8 gennaio; Pisa - Sofia da 30 euro a/r !!!
La magica storia che voglio raccontarvi è quella della Valle delle Rose, un territorio situato nel centro della Bulgaria, di una bellezza sconvolgente, che tra la fine di maggio e gli inizi di giugno, viene invaso dalla fioritura e dal raccolto di splendide rose, le regine dei fiori, che in questa parte di mondo sono di una straordinaria bellezza.
LA VALLE DELLE ROSE E IL SUO FESTIVAL
E’ da 300 anni che il rito si ripete: di buon mattino, quando le rose sono ancora coperte dalla rugiada, la gente si sposta dai villaggi ai campi per dare inizio al Festival delle rose: ogni petalo viene staccato dolcemente dalla pianta, deposto con cura in cestini di vimini per non sgualcirlo, e liberato in aria finchè non si svuota l’ultimo cestino della raccolta mattutina.Ogni paese organizza il suo festival cercando di realizzare l’evento più bello in tutta la Bulgaria, e attraendo migliaia di curiosi visitatori, che possono partecipare anch’essi al raccolto.
L’impegno richiesto è elevatissimo: occorrono circa 300 kg di petali di rose per produrre un solo litro di olio di rose.
I prodotti del raccolto vengono utilizzati dai laboratori anche per produrre cosmetici, marmellata o liquori come la grappa di rose.
giovedì 29 settembre 2016
50° esimo a Budapest
Tra noi 5 è stata Lucia la prima a compiere 50 anni e per tale occasione, abbiamo deciso di farci un weekend a Budapest dedicato a lei.
Siamo partite venerdi mattina da Pisa alle ore 10, volo Rynair costo 70 Euro; atterriamo con mezz'ora di anticipo nella capitale ungherese senza nessuna differenza di fuso orario (ho notato pero' che e' la tattica usata da questa compagnia aerea , ossia prevedere un aumento di mezz'0ra nell'orario di arrivo, salvo poi far bella figura nell'anticipare l'atterraggio )
Essendo in 5 , è convenuto prendere un taxi per arrivare in centro (sono disponibili i taxi pubblica a 6 posti) , spendendo 5 euro a testa, contro i 7 dello shuttle che cmq non ci avrebbe portato direttamente all'appartamento.
Alloggio doc: Claudia (casa stella) rooms e apartments , in pieno centro , vicino alla Sinagoga
e al Szimpla Kert Ruin Pubs (originali in modo assoluto, nati dalle rovine dell'ex Budapest sovietica)
Costo totale per 3 notti 230 euro (46 a testa )
Cena consigliata: Blue Rose - Il locale non è molto accogliente, ma in compenso si mangia bene. I piatti sono i tipici, come il gulash e le zuppe; non è turistico e con 2 bottiglie di Tocai , la nostra spesa è stata di appena 13 euro
Sconsiglio le terme, anche se alla fine , essendo curiosa , tornassi indietro le visiterei di nuovo; ma l'Hotel Gellert consigliato nelle guide come antico ed elegante, appare decadente e di fascino oramai perduto. Non sono da meno le vasche termali , cosi' come gli spogliatoi, le docce e l'arredamento in se. (costo 15 euro)
Assolutamente da fare: la gita in battello lungo il Danubio. Acquistata a 9 euro ad un banchino dietro all'Hard Rock Cafe' , si è rivelata un'ottima scelta farla alle ore 18 , quando il sole , avviandosi verso il tramonto , ci ha regalato un panorama davvero suggestivo
Insomma....bellissima città, romantica, che tornata ai fasti dell'antico impero , rivendica una signorilità e una imponenza, degna di una grande città europea
Siamo partite venerdi mattina da Pisa alle ore 10, volo Rynair costo 70 Euro; atterriamo con mezz'ora di anticipo nella capitale ungherese senza nessuna differenza di fuso orario (ho notato pero' che e' la tattica usata da questa compagnia aerea , ossia prevedere un aumento di mezz'0ra nell'orario di arrivo, salvo poi far bella figura nell'anticipare l'atterraggio )
Essendo in 5 , è convenuto prendere un taxi per arrivare in centro (sono disponibili i taxi pubblica a 6 posti) , spendendo 5 euro a testa, contro i 7 dello shuttle che cmq non ci avrebbe portato direttamente all'appartamento.
Alloggio doc: Claudia (casa stella) rooms e apartments , in pieno centro , vicino alla Sinagoga
e al Szimpla Kert Ruin Pubs (originali in modo assoluto, nati dalle rovine dell'ex Budapest sovietica)
Costo totale per 3 notti 230 euro (46 a testa )
Cena consigliata: Blue Rose - Il locale non è molto accogliente, ma in compenso si mangia bene. I piatti sono i tipici, come il gulash e le zuppe; non è turistico e con 2 bottiglie di Tocai , la nostra spesa è stata di appena 13 euro
Sconsiglio le terme, anche se alla fine , essendo curiosa , tornassi indietro le visiterei di nuovo; ma l'Hotel Gellert consigliato nelle guide come antico ed elegante, appare decadente e di fascino oramai perduto. Non sono da meno le vasche termali , cosi' come gli spogliatoi, le docce e l'arredamento in se. (costo 15 euro)
Assolutamente da fare: la gita in battello lungo il Danubio. Acquistata a 9 euro ad un banchino dietro all'Hard Rock Cafe' , si è rivelata un'ottima scelta farla alle ore 18 , quando il sole , avviandosi verso il tramonto , ci ha regalato un panorama davvero suggestivo
Insomma....bellissima città, romantica, che tornata ai fasti dell'antico impero , rivendica una signorilità e una imponenza, degna di una grande città europea
mercoledì 10 agosto 2016
Ile de Porquerolles - Francia nascosta
L’ile de Porquerolles fa parte, insieme a Port- Cros e Levant, alle isole di Hyres,
di fronte a Le Lavandou in Costa Azzurra. E’ la più grande delle tre
isole e, nonostante questo, è lunga appena 7,5 km e larga 3. Situata
sullo stesso parallelo di Cap Corse è di fatto il punto più meridionale della
Costa Provenzale. Per tutto lo scorso secolo è stato il rifugio segreto
per scrittori e letterati in cerca di ispirazione: Georges Simenon (vi
ambientò il acconto Le Grand Langoustier – La spiaggia d’argento), Paul
Valéry, Colette, Giraudoux, André Malraux, Eugène-Melchior de Vogüé,
Jean Paulhan, solo per citarne alcuni.
L’isola di Porquerolles è infatti contraddistinta da una natura ancora vergine ed incontaminata
preservata con molto serietà dai suoi abitanti e dalle norme che la
regolano. Su Porquerolles è infatti bandita la circolazione delle auto e
l’unico mezzo autorizzato è la bicicletta. Questa l’ha trasformata
nella meta ideale per chi ama le vacanza a contatto con la natura, una
sorta di paradiso per i bikers e per chi adora
passeggiare. Il paesaggio ripaga la ‘fatica’ con scorci meravigliosi:
scogliere a picco, nella parte sud dell’isola, si lanciano nel blu del
mare; sentieri panoramici l’attraversano e costeggiano alte scogliere a
dirupo; spiagge dalla sabbia argentoavorio appaiono improvvisamente
dalla macchia mediterranea e stupiscono per la pace che sanno indurre e
per il colore azzurro e scintillante delle acque che le lambiscono.
Durante l’inverno le mimose in fiore
riempiono l’isola di colore e vita. Nei mesi di aprile e maggio, invece,
si possono fare immersioni per giocare con i delfini.
Il clima durante tutto l’anno è mite e rende ogni viaggio su
Porquerolles un’esperienza unica e sempre gradevole. Le spiagge di
sabbia fine si trovano a nord dell’isola. Quelle da non perdere
assolutamente sono Plage de la Courtade, Plage de Notre Dame e Plage d’Argent.
Sull’isola si trovano moltissimi noleggiatori di biciclette. Per
raggiungere l’ile de Porquerolles si deve prendere il battello che parte
dalla penisola di Giens. La traversata è di circa 30 minuti.
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Girona: una sorpresa spagnola
A Girona si arriva spesso di passaggio, diretti a Barcellona o da essa in partenza. E’, dopo il capoluogo (dal quale dista un centinaio di chilometri), uno dei maggiori centri della Catalunya (e anche baluardo dell’indipendentismo catalano) e somma in sé presenze d’interesse storico, artistico, architettonico.
Diverse le leggende attorno alla città di Girona e alle sue origini. Una di queste vorrebbe che il fondatore fosse Gerione, gigante con tre teste. Le testimonianze storiche dicono che fu fondata dai romani con il nome di Gerunda; conquistata poi dai visigoti, dagli arabi, passata all’Impero Carolingio, contraddistinta nel XIII secolo da una forte presenza ebraica, divenne parte del regno dei Cattolici di Spagna. In epoca moderna la sua già notevole cinta muraria venne fortificata per far fronte a tentativi d’assedio. E’ la stessa suggestiva cinta di mura che oggi racchiude gran parte del barri vell (centro storico in catalano) con le sue maggiori testimonianze.
Dalla stazione (dove è bene munirsi di mappa presso l’info point) partono autobus diretti verso il centro, ma ci si può muovere anche a piedi. Prendendo via Santa Eugenia, si arriva velocemente a incrociare Calle San Jaume II; la si attraversa, si prende Carrer Nou e si è prossimi al cuore di Girona, vicino al fiume Onyar e a uno dei suoi ponti più caratteristici, il Pont de Pedra (parte dell’antico tracciato Madrid-Francia), oltrepassato il quale si è nel barri vell: a destra si raggiunge facilmente Plaza Catalunya mentre a sinistra si apre la Rambla de la Libertat. Il viale storico di Girona percorre la città parallelamente al fiume; nel medioevo luogo di mercato, oggi la Rambla con i suoi porticati, negozi e locali all’aperto è simbolo della vitalità cittadina.
La passeggiata lungo la Rambla (mantenendo il fiume sulla sinistra) permette di ammirare palazzi storici, antiche piazzette e il più famoso ponte sull’Onyar, il Ponte Eiffel al quale si accede tramite il passaggio Peixateries Velles. Il ponte si trova proprio all’incrocio dei quattro fiumi (Onyar, Güell, Galligants e Ter) che a Girona si uniscono. Progettato dallo stesso architetto della più celebre torre parigina e costruito nel 1877, Il Ponte Eiffel è una struttura in ferro dipinta di rosso. Dal ponte è possibile ammirare scorci delle casas penjades, le famose case colorate che si affacciano lungo il fiume, costruite e sovrappostesi durante i secoli.
Il percorso lungo la Rambla prosegue in Carrer de la Argenteria e poi in Carrer de les Ballesteries. Sulla destra varie stradine conducono nell’antico ghetto ebraico, un intrico di vicoli medievali dove la comunità ebraica di Girona visse per più di seicento anni (prima dell’espulsione nel 1492), dando vita nel XIII secolo alla prima scuola di cabala in territorio iberico. Nel quartiere sono presenti il Museo Ebraico e la suggestiva sinagoga.
Rimettendosi sul corso principale e proseguendo in carrer Pujada de Sant Felieu, si giunge in una delle zona della città con più monumenti e testimonianze: attorno alla Piazza della Cattedrale e in piazze minori e limitrofe sorgono infatti il Museo di Storia di Girona, il Museo d’Arte, la chiesa di Sant Felieu e quindi l’imponente Cattedrale di Santa Maria di Girona.
Si tratta di una chiesa a pianta basilicale, costruita tra l’XI e il XIII secolo e rimaneggiata fino al XVII secolo, con una conseguente mescolanza di stili. Fu costruita nel punto più alto della città, luogo in cui prima sorgeva una moschea, sovrapposta ai resti di un tempio romano. Si tratta della chiesa con la navata gotica più larga del mondo e la seconda più grande di qualsiasi stile dopo quella di San Pietro in Vaticano. Imponente la scalinata che conduce all’ingresso dell’edificio. Nella piazza della Cattedrale, spicca un palazzo barocco, Casa Pastorale, oggi sede degli uffici giudiziari.
La chiesa di San Felieu, iniziata al principio del XII secolo, sopra la tomba di San Felice l’africano, è stata costruita con un sormontarsi di stili, tra i quali emergono strutture gotiche (abside, torre campanaria, decorazioni interne), romaniche (pilastri e archi delle navate), barocche (scalinate e facciata principale). All’interno vi è la tomba di san Narcìs. Di fronte alla scalinata di questa chiesa si trova la Lleona, il simbolo di Girona. Si tratta di una statua di origine medievale rappresentante una leonessa arrampicata su una piccola colonna. L’originale si trova oggi nel vicino Museo d’Arte, mentre quella esposta è una riproduzione.
Riprendendo il cammino lungo Pujada de Sant Felieu, si giunge ai Bagni Arabi, antichi bagni pubblici e termali, costruiti durante la presenza musulmana in città. Particolare l’alta cupola con lucernario. Poco distante sorge il Monastero di San Pere de Galligants sorto tra il X e il XII secolo sulle rovine di un antico edificio pre-romanico. Oggi dentro al monastero si trova un museo archeologico che conserva reperti storici collegati alla città di Girona.
La bellissima cinta muraria camminabile (Paseo de la Muralla) è un tragitto immancabile. Da percorrere prima o dopo la visita del centro storico (io suggerisco dopo). La cinta muraria offre una passeggiata di circa 40 minuti con ingressi in più punti e vedute suggestive su tutta la parte storica della città e oltre. Le mura conducono nella parte più a nord fino a Montjuic, o monte dei giudei, luogo di natura e quiete, anticamente cimitero ebraico, collocato appunto fuori dalle mura.
Localini spesso all’aperto, tapas bar, vinoteche animano le strade del centro di Girona, da quelle più battute alle vie più nascoste. Luogo di grande ritrovo è sicuramente, fuori dal centro storico ma in prossimità, Piazza dell’Indipendenza, forse la zona di maggior movida per i giovani in città, con locali alla moda e discoteche.
Manifestazione tipica di Girona e di grande richiamo: nel mese di maggio ogni anno si celebra la festa Temps de Flors, dedicata appunto alla stagione delle fioriture. Diversi gli eventi in città collegati alla manifestazione principale. E per l’occasione diventano ancora più suggestive le vie del centro, abbellite con creazioni e presenze floreali uniche.
Diverse le leggende attorno alla città di Girona e alle sue origini. Una di queste vorrebbe che il fondatore fosse Gerione, gigante con tre teste. Le testimonianze storiche dicono che fu fondata dai romani con il nome di Gerunda; conquistata poi dai visigoti, dagli arabi, passata all’Impero Carolingio, contraddistinta nel XIII secolo da una forte presenza ebraica, divenne parte del regno dei Cattolici di Spagna. In epoca moderna la sua già notevole cinta muraria venne fortificata per far fronte a tentativi d’assedio. E’ la stessa suggestiva cinta di mura che oggi racchiude gran parte del barri vell (centro storico in catalano) con le sue maggiori testimonianze.
Arrivo a Girona
Comodissimo giungere a Girona in treno o in autobus, da Barcellona e località vicine o dall’aeroporto. La stazione dista veramente poco dal centro e da un gran numero Alberghi . Oltre che visitare i più noti monumenti, è piacevolissimo scoprire angoli, viuzze, negozietti e locali particolari. Girona è anche nota per l’ottima gastronomia. Il consiglio è sicuramente quello di fermarsi almeno per una notte godendosi una serata tra piazzette, lungofiume, tapas tipiche e vini catalani.Dalla stazione (dove è bene munirsi di mappa presso l’info point) partono autobus diretti verso il centro, ma ci si può muovere anche a piedi. Prendendo via Santa Eugenia, si arriva velocemente a incrociare Calle San Jaume II; la si attraversa, si prende Carrer Nou e si è prossimi al cuore di Girona, vicino al fiume Onyar e a uno dei suoi ponti più caratteristici, il Pont de Pedra (parte dell’antico tracciato Madrid-Francia), oltrepassato il quale si è nel barri vell: a destra si raggiunge facilmente Plaza Catalunya mentre a sinistra si apre la Rambla de la Libertat. Il viale storico di Girona percorre la città parallelamente al fiume; nel medioevo luogo di mercato, oggi la Rambla con i suoi porticati, negozi e locali all’aperto è simbolo della vitalità cittadina.
Il centro storico e le mura di Girona
Nel piccolo centro di Girona tutto è molto vicino e concentrato. Ecco cosa non può mancare durante la visita anche di un solo giorno:La passeggiata lungo la Rambla (mantenendo il fiume sulla sinistra) permette di ammirare palazzi storici, antiche piazzette e il più famoso ponte sull’Onyar, il Ponte Eiffel al quale si accede tramite il passaggio Peixateries Velles. Il ponte si trova proprio all’incrocio dei quattro fiumi (Onyar, Güell, Galligants e Ter) che a Girona si uniscono. Progettato dallo stesso architetto della più celebre torre parigina e costruito nel 1877, Il Ponte Eiffel è una struttura in ferro dipinta di rosso. Dal ponte è possibile ammirare scorci delle casas penjades, le famose case colorate che si affacciano lungo il fiume, costruite e sovrappostesi durante i secoli.
Il percorso lungo la Rambla prosegue in Carrer de la Argenteria e poi in Carrer de les Ballesteries. Sulla destra varie stradine conducono nell’antico ghetto ebraico, un intrico di vicoli medievali dove la comunità ebraica di Girona visse per più di seicento anni (prima dell’espulsione nel 1492), dando vita nel XIII secolo alla prima scuola di cabala in territorio iberico. Nel quartiere sono presenti il Museo Ebraico e la suggestiva sinagoga.
Rimettendosi sul corso principale e proseguendo in carrer Pujada de Sant Felieu, si giunge in una delle zona della città con più monumenti e testimonianze: attorno alla Piazza della Cattedrale e in piazze minori e limitrofe sorgono infatti il Museo di Storia di Girona, il Museo d’Arte, la chiesa di Sant Felieu e quindi l’imponente Cattedrale di Santa Maria di Girona.
Si tratta di una chiesa a pianta basilicale, costruita tra l’XI e il XIII secolo e rimaneggiata fino al XVII secolo, con una conseguente mescolanza di stili. Fu costruita nel punto più alto della città, luogo in cui prima sorgeva una moschea, sovrapposta ai resti di un tempio romano. Si tratta della chiesa con la navata gotica più larga del mondo e la seconda più grande di qualsiasi stile dopo quella di San Pietro in Vaticano. Imponente la scalinata che conduce all’ingresso dell’edificio. Nella piazza della Cattedrale, spicca un palazzo barocco, Casa Pastorale, oggi sede degli uffici giudiziari.
La chiesa di San Felieu, iniziata al principio del XII secolo, sopra la tomba di San Felice l’africano, è stata costruita con un sormontarsi di stili, tra i quali emergono strutture gotiche (abside, torre campanaria, decorazioni interne), romaniche (pilastri e archi delle navate), barocche (scalinate e facciata principale). All’interno vi è la tomba di san Narcìs. Di fronte alla scalinata di questa chiesa si trova la Lleona, il simbolo di Girona. Si tratta di una statua di origine medievale rappresentante una leonessa arrampicata su una piccola colonna. L’originale si trova oggi nel vicino Museo d’Arte, mentre quella esposta è una riproduzione.
Riprendendo il cammino lungo Pujada de Sant Felieu, si giunge ai Bagni Arabi, antichi bagni pubblici e termali, costruiti durante la presenza musulmana in città. Particolare l’alta cupola con lucernario. Poco distante sorge il Monastero di San Pere de Galligants sorto tra il X e il XII secolo sulle rovine di un antico edificio pre-romanico. Oggi dentro al monastero si trova un museo archeologico che conserva reperti storici collegati alla città di Girona.
La bellissima cinta muraria camminabile (Paseo de la Muralla) è un tragitto immancabile. Da percorrere prima o dopo la visita del centro storico (io suggerisco dopo). La cinta muraria offre una passeggiata di circa 40 minuti con ingressi in più punti e vedute suggestive su tutta la parte storica della città e oltre. Le mura conducono nella parte più a nord fino a Montjuic, o monte dei giudei, luogo di natura e quiete, anticamente cimitero ebraico, collocato appunto fuori dalle mura.
Localini spesso all’aperto, tapas bar, vinoteche animano le strade del centro di Girona, da quelle più battute alle vie più nascoste. Luogo di grande ritrovo è sicuramente, fuori dal centro storico ma in prossimità, Piazza dell’Indipendenza, forse la zona di maggior movida per i giovani in città, con locali alla moda e discoteche.
Manifestazione tipica di Girona e di grande richiamo: nel mese di maggio ogni anno si celebra la festa Temps de Flors, dedicata appunto alla stagione delle fioriture. Diversi gli eventi in città collegati alla manifestazione principale. E per l’occasione diventano ancora più suggestive le vie del centro, abbellite con creazioni e presenze floreali uniche.
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