Dicembre-Gennaio da 489€ volo A/R in economy, da vari scali italiani Emirates
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È la stagione giusta per
volare a Dubai, dove le temperature sono ora sui 30 gradi. La novità è
il volo diretto da Bologna dal 3 novembre; voli giornalieri partono da
Roma, Milano, Venezia. La tariffa indicata va prenotata entro il 15
novembre per volare fino al 17 dicembre, e da gennaio a giugno
Bellissima e lussuosa, è la città degli eccessi. Legata alla potenza economica dell'oro nero, si puo' ammirare la sua abbagliante bellezza gia all'areoporto, dalla scintillezza delle luci e dei meravigliosi lampadari agli sceicchi super miliardari vestiti di bianco.
La città, e' in grado di offrire un sapiente intreccio tra
modernità ed antichità, tra cultura islamica ed il lusso di centri
commerciali ed alberghi, tra spiagge e natura incontaminata e caotico
centro cittadino.
mercoledì 28 ottobre 2015
lunedì 26 ottobre 2015
Mostre d'arte autunno-inverno
Per gli appassionati di mostre, un'ampia scelta a vostra disposizione per i prossimi mesi, anche per trascorrere un originale weekend autunnale!
Io sono sempre disponibile a suggerimenti, idee e organizzazione....
MILANO Philippe Parreno, Hypothesis, 22 ottobre – 14 febbraioSperimentale e interdisciplinare oltre ogni limite. Scultura, disegno, performance, video, film, musica, installazione, scrittura sono solo alcuni media che utilizza l’artista francese Philippe Parreno. Personalità tra le più interessanti del panorama contemporaneo e sorta di mago che offre ai visitatori inedite esperienze multisensoriali, in cui entrano in gioco suoni, luci, musiche, visioni, immagini, oggetti, macchine. Due suoi interessi da sempre, alterare la percezione e minare concetti base dell’arte, come quello di autorialità che ha messo in discussione avviando collaborazioni con numerosi colleghi (celebre quella con Douglas Gordon per il film su Zidane). Rivoluzionare gli spazi espositivi dell’HangarBicocca e l’idea stessa di mostra è quello che intende fare a Milano, con la sua prima antologica italiana. Che non sarà un canonico allestimento di opere, piuttosto una successione di eventi che si svilupperà nel tempo della visita. E comprenderà una pista da ballo bianca e circolare e danzatori invisibili dei quali si sentirà solo il suono dei passi mentre eseguono una coreografia di Merce Cunningham. Una luce monumentale che come un sole artificiale attraverserà la navata dell’Hangar, cambiando d’intensità per alludere al passaggio dall’alba al tramonto. E poi le celebri Marquees, ispirate alle vecchie insegne al neon delle sale cinematografiche, che con luci intermittenti ritmeranno e suoneranno insieme a pianoforti brani musicali e colonne sonore dei film proiettati nella mostra. Fra questi, Marilyn e il recente The Crowd. Info: hangarbicocca.org.
ROMA Balthus, 24 ottobre 2015 – 31 gennaio
È lo “scandaloso” pittore delle adolescenti dall’aria languida e le pose conturbanti. Ma è anche “l’ultimo dei classici”, uno dei più grandi figurativi del ‘900, oltre che una personalità misteriosa, ricca di fascino. Roma celebra l’artista francese, di origini polacche, con una grande retrospettiva (200 opere in due sedi) che mette in luce il suo legame con l’Italia e la ricchezza di fonti artistiche e letterarie della sua arte. La scoperta dei maestri del Rinascimento, in particolare di Piero della Francesca, della Metafisica e dei pittori del Realismo magico, dai quali eredita il rigore formale, l’atmosfera sospesa ed enigmatica delle sue opere. L’influenza di Emily Brontë e di Lewis Carroll; gli scambi con Antonin Artaud, André Derain, Alberto Giacometti, Pierre Klossowski. Alle Scuderie del Quirinale vanno in scena molte delle opere più famose di Balthus, La toilette de Cathy, Le Roi des chats, Les enfants Blanchard. Mentre la mostra a Villa Medici parte dal soggiorno romano del pittore come direttore dell’Accademia di Francia per poi svelare il suo processo creativo, con disegni, studi, fotografie. Info: scuderiequirinale.it; villamedici.it.
MILANO Gauguin. Racconti dal paradiso, dal 28 ottobre – 21 febbraio
Inaugurato la scorsa primavera, il MUDEC Museo delle Culture entra ora nel pieno della sua attività. Il 28 ottobre apre la collezione permanente (200 tra opere d’arte, oggetti e testimonianze di culture orientali, dell’America centrale e meridionale, Africa ed Oceania) e inaugura una serie di mostre, fra cui una dedicata a Gauguin. La più attesa. Perché il grande artista che alla fine dell’Ottocento mollò tutto per il sogno di un’arte e di una vita in sintonia con la natura, lontana dall’Europa civilizzata, non smette di affascinare. Racconti dal paradiso s’intitola appunto la mostra che raduna 70 opere tra dipinti, sculture, manufatti di luoghi remoti, per raccontare i viaggi di Gauguin – dalla Bretagna a Thaiti, fino alle Isole Marchesi – e indagare le fonti visive del suo originale primitivismo. La scoperta della tradizione popolare bretone e della cultura polinesiana, ma anche l’arte egizia, peruviana, cambogiana. Info: mudec.it.
FERRARA, De Chirico a Ferrara, Metafisica e avanguardie, 14 novembre – 28 febbraio
È il centenario del soggiorno di de Chirico a Ferrara (1915- 1918), un periodo cruciale per lo sviluppo della pittura metafisica e di quel gusto per l’enigmaticità del reale che tanto ha influenzato l’arte del XX secolo. Così, a Palazzo dei Diamanti tornano i capolavori che l’artista dipinse nella città degli Estensi, anche ispirato dalla sua scoperta, dal suo ritmo di vita sospeso, dalle architetture, le piazze, l’antico ghetto, le botteghe. La sagoma del Castello Estense compare, ad esempio, sullo sfondo dell’opera icona della Metafisca, Le Muse inquietanti: nella mostra si può ammirarla accanto a Ettore e Andromaca, Il grande metafisico, Il trovatore e tanti altri dipinti fra i più celebri de Chirico, tutti nati a Ferrara e qui riuniti per la prima volta in un numero così elevato. Non solo: per testimoniare l’impatto di questi lavori sulla cultura del tempo, i curatori fanno sfilare opere di Carlo Carrà, Filippo de Pisis (che conobbero de Chirico a Ferrara), Giorgio Morandi e di alcuni dei più grandi protagonisti delle avanguardie europee, come Magritte, Dalí e Max Ernst. Info: palazzodiamanti.it.
BERGAMO Malevič, fino al 17 gennaioCent’anni fa nasceva il Suprematismo: la GAMeC rende omaggio al fondatore del movimento russo, genio rivoluzionario, al pari di Picasso e Duchamp, e artista fra i più influenti di tutto il Novecento. La mostra è una delle più complete su Malevič mai realizzate in Italia: 70 opere, dagli esordi simbolisti all’ultima fase della sua carriera, passando per i capolavori del periodo suprematista, fra cui un’icona del XX secolo, il celeberrimo Quadrato nero. Non mancano lavori di altri artisti russi attivi negli stessi anni e c’è anche un video della Vittoria sul Sole, opera totale di musica, arte, poesia e teatro, per la quale Malevič disegnò i costumi, anche questi ricostruiti e in mostra insieme ai bozzetti. Info: gamec.it.
MODENA Daniel Spoerri. Eat Art in transformation, fino al 31 gennaio
Nell’anno dell’Expo e della nutrizione, diventa ancora più interessante conoscere a fondo Daniel Spoerri. Il padre della Eat Art e precursore di attualissime tendenze, che a inglobare nell’arte pasti e riti della tavola ci pensò già negli anni Sessanta. L’artista svizzero che ha lavorato con gli avanzi, le stoviglie, gli utensili da cucina. Imbandito banchetti, inventato ricette, menù e veri ristoranti, fino ad arrivare a una totale fusione tra arte, cibo, vita. In mostra alla Galleria civica di Modena anche i celebri tableaux-pièges – assemblaggi realizzati con residui commestibili, piatti sporchi, oggetti quotidiani, incollati a supporti e disposti in verticale come quadri – e il Bistrot di Santa Marta creato dall’artista un anno fa nella Fondazione Mudima di Milano. Un’intera sezione è dedicata alla grafica. Info: comune.modena.it/galleria.
GENOVA Dagli impressionisti a Picasso, fino al al 10 aprile 2016
52 opere del Detroit Institut of Arts sono in trasferta a Palazzo Ducale: un’occasione unica per conoscere la collezione di arte moderna di uno dei più prestigiosi musei americani, senza volare oltreoceano. E per ripercorrere la storia dell’arte europea, dalla nascita dell’Impressionismo alle Avanguardie. Fra gli artisti in mostra, ci sono tutti i più grandi maestri: Renoir, Degas, Cézanne, Gauguin, Matisse, i padri dell’Espressionismo Kokoschka, Kirchner, Kandinsky… Alcuni dei capolavori? Autoritratto con il cappello di paglia di Van Gogh e il grande ritratto Donna seduta in poltrona, opera fra le più intense del “classicismo” di Picasso dei primi anni Venti. Sempre a Palazzo Ducale, da non perdere Brassaï pour l’amour de Paris: un’ampia rassegna (250 immagini) dedicata al fotografo che Henry Miller soprannominò “l’occhio di Parigi”, famoso soprattutto per i suoi ritratti notturni della Ville Lumière e quelli di artisti e intellettuali degli “anni folli” di Montparnasse. Fino al 24 gennaio. Info: palazzoducale.genova.it.
FIRENZE Jeff Koons In Florence, fino al 28 dicembreUn gioco tra classico e contemporaneo, spinto al limite: nella culla del Rinascimento, a confronto con Donatello e Michelangelo, la star neo-pop che fa discutere per le sue quotazioni da capogiro, le creazioni ludiche e sfacciate, coloratissime e fuori scala. Come quella installata in Piazza della Signoria: Pluto e Proserpina, una scultura in acciaio alta più di tre metri, lucidata a specchio e cromata in oro. Una visione spettacolare e abbagliante che stride nella piazza, ne altera la percezione con riflessi ed effetti di splendore e, al tempo stesso, dialoga con la tradizione, a partire dal Ratto di Proserpina, capolavoro di Bernini. Intrigante per la molteplicità di rimandi e citazioni anche l’altro lavoro di Koons in città: il Barberini Faun, un’opera della famosa serie Gazing Ball, esposta a Palazzo Vecchio, nella Sala dei Gigli. È un calco in gesso di una scultura antica con appoggiata, in bilico sul ginocchio, una sfera azzurro brillante. Un oggetto magico, simbolico e disorientante, che riflette come uno specchio tutto l’ambiente attorno. Dai visitatori, alle decorazioni della sala, all’originale in bronzo della Giuditta e Oloferne di Donatello. Lei, l’eroina che simboleggia il trionfo delle virtù sulla superbia e sulla lussuria, è proprio di fronte al fauno di Koons. E lui sembra sfidarla, con la sua posa sensuale e i genitali in mostra. Info: musefirenze.it.
PASSARIANO (UD) Joan Miró a Villa Manin. Soli di notte, fino al 3 aprile
250 opere, tra grandi dipinti, sculture, disegni. Documenti, oggetti personali, ben 50 ritratti di fotografi come Bresson, Man Ray, Brassaï, e pure la ricostruzione dello studio minorchino Son Boter e della “stanza rossa”, l’ambiente più intimo e mai aperto al pubblico dell’atelier di Mirò. Il tutto in scena a Villa Manin, in un progetto espositivo dal taglio inedito ed evocativo che mette a fuoco gli ultimi 30 anni di vita trascorsi dall’artista catalano a Palma di Maiorca. Un periodo di solitudine, di ripensamento e rinnovamento espressivo segnato da un progressivo abbandono del colore per il nero e dalla sperimentazione di nuove tecniche, che la mostra ripercorre anche attraverso i luoghi, gli ambienti di lavoro e riflessione, le emozioni, persino i suoni che accompagnarono Mirò durante il ritiro sull’isola. “Colonna sonora” dell’esposizione, le musiche composte da Teho Teardo nello studio di Miró, con percussioni, ocarine, pennelli, spatole e altri oggetti dell’artista. Info: villamanin.it.
TORINO Monet. Dalle Collezioni del Musée d’Orsay, fino al 31 gennaioProseguono gli scambi tra Parigi e Torino: dopo Degas e Renoir, ecco quest’autunno alla GAM il più “impressionista tra gli impressionisti”. Il pittore che con un suo dipinto (Impressione, sole nascente) diede il nome al movimento francese e che, per tutta la vita, inseguì la natura, la luce e il loro continuo mutare. La retrospettiva su Monet rinnova la collaborazione tra il museo torinese, il gruppo Skira e il Musée d’Orsay, da dove arrivano tutti i capolavori in mostra. Oltre 40, fra cui 7 opere mai viste in Italia. Una è Le déjeuner sur l’herbe: Monet aveva in mente una tela monumentale, per rendere omaggio, ma anche per misurarsi con Manet che con la sua celeberrima colazione sull’erba fece scandalo al Salon des Refusés del 1863. Iniziò l’opera nella primavera del 1865, ma non la portò mai a termine. Il dipinto alla GAM è uno dei due frammenti che esistono, conservati al Musée d’Orsay.
Io sono sempre disponibile a suggerimenti, idee e organizzazione....
MILANO Philippe Parreno, Hypothesis, 22 ottobre – 14 febbraioSperimentale e interdisciplinare oltre ogni limite. Scultura, disegno, performance, video, film, musica, installazione, scrittura sono solo alcuni media che utilizza l’artista francese Philippe Parreno. Personalità tra le più interessanti del panorama contemporaneo e sorta di mago che offre ai visitatori inedite esperienze multisensoriali, in cui entrano in gioco suoni, luci, musiche, visioni, immagini, oggetti, macchine. Due suoi interessi da sempre, alterare la percezione e minare concetti base dell’arte, come quello di autorialità che ha messo in discussione avviando collaborazioni con numerosi colleghi (celebre quella con Douglas Gordon per il film su Zidane). Rivoluzionare gli spazi espositivi dell’HangarBicocca e l’idea stessa di mostra è quello che intende fare a Milano, con la sua prima antologica italiana. Che non sarà un canonico allestimento di opere, piuttosto una successione di eventi che si svilupperà nel tempo della visita. E comprenderà una pista da ballo bianca e circolare e danzatori invisibili dei quali si sentirà solo il suono dei passi mentre eseguono una coreografia di Merce Cunningham. Una luce monumentale che come un sole artificiale attraverserà la navata dell’Hangar, cambiando d’intensità per alludere al passaggio dall’alba al tramonto. E poi le celebri Marquees, ispirate alle vecchie insegne al neon delle sale cinematografiche, che con luci intermittenti ritmeranno e suoneranno insieme a pianoforti brani musicali e colonne sonore dei film proiettati nella mostra. Fra questi, Marilyn e il recente The Crowd. Info: hangarbicocca.org.
ROMA Balthus, 24 ottobre 2015 – 31 gennaio
È lo “scandaloso” pittore delle adolescenti dall’aria languida e le pose conturbanti. Ma è anche “l’ultimo dei classici”, uno dei più grandi figurativi del ‘900, oltre che una personalità misteriosa, ricca di fascino. Roma celebra l’artista francese, di origini polacche, con una grande retrospettiva (200 opere in due sedi) che mette in luce il suo legame con l’Italia e la ricchezza di fonti artistiche e letterarie della sua arte. La scoperta dei maestri del Rinascimento, in particolare di Piero della Francesca, della Metafisica e dei pittori del Realismo magico, dai quali eredita il rigore formale, l’atmosfera sospesa ed enigmatica delle sue opere. L’influenza di Emily Brontë e di Lewis Carroll; gli scambi con Antonin Artaud, André Derain, Alberto Giacometti, Pierre Klossowski. Alle Scuderie del Quirinale vanno in scena molte delle opere più famose di Balthus, La toilette de Cathy, Le Roi des chats, Les enfants Blanchard. Mentre la mostra a Villa Medici parte dal soggiorno romano del pittore come direttore dell’Accademia di Francia per poi svelare il suo processo creativo, con disegni, studi, fotografie. Info: scuderiequirinale.it; villamedici.it.
MILANO Gauguin. Racconti dal paradiso, dal 28 ottobre – 21 febbraio
Inaugurato la scorsa primavera, il MUDEC Museo delle Culture entra ora nel pieno della sua attività. Il 28 ottobre apre la collezione permanente (200 tra opere d’arte, oggetti e testimonianze di culture orientali, dell’America centrale e meridionale, Africa ed Oceania) e inaugura una serie di mostre, fra cui una dedicata a Gauguin. La più attesa. Perché il grande artista che alla fine dell’Ottocento mollò tutto per il sogno di un’arte e di una vita in sintonia con la natura, lontana dall’Europa civilizzata, non smette di affascinare. Racconti dal paradiso s’intitola appunto la mostra che raduna 70 opere tra dipinti, sculture, manufatti di luoghi remoti, per raccontare i viaggi di Gauguin – dalla Bretagna a Thaiti, fino alle Isole Marchesi – e indagare le fonti visive del suo originale primitivismo. La scoperta della tradizione popolare bretone e della cultura polinesiana, ma anche l’arte egizia, peruviana, cambogiana. Info: mudec.it.
FERRARA, De Chirico a Ferrara, Metafisica e avanguardie, 14 novembre – 28 febbraio
È il centenario del soggiorno di de Chirico a Ferrara (1915- 1918), un periodo cruciale per lo sviluppo della pittura metafisica e di quel gusto per l’enigmaticità del reale che tanto ha influenzato l’arte del XX secolo. Così, a Palazzo dei Diamanti tornano i capolavori che l’artista dipinse nella città degli Estensi, anche ispirato dalla sua scoperta, dal suo ritmo di vita sospeso, dalle architetture, le piazze, l’antico ghetto, le botteghe. La sagoma del Castello Estense compare, ad esempio, sullo sfondo dell’opera icona della Metafisca, Le Muse inquietanti: nella mostra si può ammirarla accanto a Ettore e Andromaca, Il grande metafisico, Il trovatore e tanti altri dipinti fra i più celebri de Chirico, tutti nati a Ferrara e qui riuniti per la prima volta in un numero così elevato. Non solo: per testimoniare l’impatto di questi lavori sulla cultura del tempo, i curatori fanno sfilare opere di Carlo Carrà, Filippo de Pisis (che conobbero de Chirico a Ferrara), Giorgio Morandi e di alcuni dei più grandi protagonisti delle avanguardie europee, come Magritte, Dalí e Max Ernst. Info: palazzodiamanti.it.
Passaparola: weekend d'arte. Con Mirò e fiamminghi: Scopri di più
E LE MOSTRE CHE PROSEGUONOBERGAMO Malevič, fino al 17 gennaioCent’anni fa nasceva il Suprematismo: la GAMeC rende omaggio al fondatore del movimento russo, genio rivoluzionario, al pari di Picasso e Duchamp, e artista fra i più influenti di tutto il Novecento. La mostra è una delle più complete su Malevič mai realizzate in Italia: 70 opere, dagli esordi simbolisti all’ultima fase della sua carriera, passando per i capolavori del periodo suprematista, fra cui un’icona del XX secolo, il celeberrimo Quadrato nero. Non mancano lavori di altri artisti russi attivi negli stessi anni e c’è anche un video della Vittoria sul Sole, opera totale di musica, arte, poesia e teatro, per la quale Malevič disegnò i costumi, anche questi ricostruiti e in mostra insieme ai bozzetti. Info: gamec.it.
MODENA Daniel Spoerri. Eat Art in transformation, fino al 31 gennaio
Nell’anno dell’Expo e della nutrizione, diventa ancora più interessante conoscere a fondo Daniel Spoerri. Il padre della Eat Art e precursore di attualissime tendenze, che a inglobare nell’arte pasti e riti della tavola ci pensò già negli anni Sessanta. L’artista svizzero che ha lavorato con gli avanzi, le stoviglie, gli utensili da cucina. Imbandito banchetti, inventato ricette, menù e veri ristoranti, fino ad arrivare a una totale fusione tra arte, cibo, vita. In mostra alla Galleria civica di Modena anche i celebri tableaux-pièges – assemblaggi realizzati con residui commestibili, piatti sporchi, oggetti quotidiani, incollati a supporti e disposti in verticale come quadri – e il Bistrot di Santa Marta creato dall’artista un anno fa nella Fondazione Mudima di Milano. Un’intera sezione è dedicata alla grafica. Info: comune.modena.it/galleria.
GENOVA Dagli impressionisti a Picasso, fino al al 10 aprile 2016
52 opere del Detroit Institut of Arts sono in trasferta a Palazzo Ducale: un’occasione unica per conoscere la collezione di arte moderna di uno dei più prestigiosi musei americani, senza volare oltreoceano. E per ripercorrere la storia dell’arte europea, dalla nascita dell’Impressionismo alle Avanguardie. Fra gli artisti in mostra, ci sono tutti i più grandi maestri: Renoir, Degas, Cézanne, Gauguin, Matisse, i padri dell’Espressionismo Kokoschka, Kirchner, Kandinsky… Alcuni dei capolavori? Autoritratto con il cappello di paglia di Van Gogh e il grande ritratto Donna seduta in poltrona, opera fra le più intense del “classicismo” di Picasso dei primi anni Venti. Sempre a Palazzo Ducale, da non perdere Brassaï pour l’amour de Paris: un’ampia rassegna (250 immagini) dedicata al fotografo che Henry Miller soprannominò “l’occhio di Parigi”, famoso soprattutto per i suoi ritratti notturni della Ville Lumière e quelli di artisti e intellettuali degli “anni folli” di Montparnasse. Fino al 24 gennaio. Info: palazzoducale.genova.it.
FIRENZE Jeff Koons In Florence, fino al 28 dicembreUn gioco tra classico e contemporaneo, spinto al limite: nella culla del Rinascimento, a confronto con Donatello e Michelangelo, la star neo-pop che fa discutere per le sue quotazioni da capogiro, le creazioni ludiche e sfacciate, coloratissime e fuori scala. Come quella installata in Piazza della Signoria: Pluto e Proserpina, una scultura in acciaio alta più di tre metri, lucidata a specchio e cromata in oro. Una visione spettacolare e abbagliante che stride nella piazza, ne altera la percezione con riflessi ed effetti di splendore e, al tempo stesso, dialoga con la tradizione, a partire dal Ratto di Proserpina, capolavoro di Bernini. Intrigante per la molteplicità di rimandi e citazioni anche l’altro lavoro di Koons in città: il Barberini Faun, un’opera della famosa serie Gazing Ball, esposta a Palazzo Vecchio, nella Sala dei Gigli. È un calco in gesso di una scultura antica con appoggiata, in bilico sul ginocchio, una sfera azzurro brillante. Un oggetto magico, simbolico e disorientante, che riflette come uno specchio tutto l’ambiente attorno. Dai visitatori, alle decorazioni della sala, all’originale in bronzo della Giuditta e Oloferne di Donatello. Lei, l’eroina che simboleggia il trionfo delle virtù sulla superbia e sulla lussuria, è proprio di fronte al fauno di Koons. E lui sembra sfidarla, con la sua posa sensuale e i genitali in mostra. Info: musefirenze.it.
PASSARIANO (UD) Joan Miró a Villa Manin. Soli di notte, fino al 3 aprile
250 opere, tra grandi dipinti, sculture, disegni. Documenti, oggetti personali, ben 50 ritratti di fotografi come Bresson, Man Ray, Brassaï, e pure la ricostruzione dello studio minorchino Son Boter e della “stanza rossa”, l’ambiente più intimo e mai aperto al pubblico dell’atelier di Mirò. Il tutto in scena a Villa Manin, in un progetto espositivo dal taglio inedito ed evocativo che mette a fuoco gli ultimi 30 anni di vita trascorsi dall’artista catalano a Palma di Maiorca. Un periodo di solitudine, di ripensamento e rinnovamento espressivo segnato da un progressivo abbandono del colore per il nero e dalla sperimentazione di nuove tecniche, che la mostra ripercorre anche attraverso i luoghi, gli ambienti di lavoro e riflessione, le emozioni, persino i suoni che accompagnarono Mirò durante il ritiro sull’isola. “Colonna sonora” dell’esposizione, le musiche composte da Teho Teardo nello studio di Miró, con percussioni, ocarine, pennelli, spatole e altri oggetti dell’artista. Info: villamanin.it.
TORINO Monet. Dalle Collezioni del Musée d’Orsay, fino al 31 gennaioProseguono gli scambi tra Parigi e Torino: dopo Degas e Renoir, ecco quest’autunno alla GAM il più “impressionista tra gli impressionisti”. Il pittore che con un suo dipinto (Impressione, sole nascente) diede il nome al movimento francese e che, per tutta la vita, inseguì la natura, la luce e il loro continuo mutare. La retrospettiva su Monet rinnova la collaborazione tra il museo torinese, il gruppo Skira e il Musée d’Orsay, da dove arrivano tutti i capolavori in mostra. Oltre 40, fra cui 7 opere mai viste in Italia. Una è Le déjeuner sur l’herbe: Monet aveva in mente una tela monumentale, per rendere omaggio, ma anche per misurarsi con Manet che con la sua celeberrima colazione sull’erba fece scandalo al Salon des Refusés del 1863. Iniziò l’opera nella primavera del 1865, ma non la portò mai a termine. Il dipinto alla GAM è uno dei due frammenti che esistono, conservati al Musée d’Orsay.
mercoledì 21 ottobre 2015
Il paese di Babbo Natale a Chianciano terme
Per chi impazzisce per i mercatini di Natale, da quest'anno potete sbizzarrirvi già un mese prima recandovi a Chianciano Terme. A partire dal 6 Novembre infatti, superato il cartello magico della sua dimora, seguite il profumo dei biscottini sformati insieme al rumore degli Elfi, incontrerete Babbo natale!
Questo paese d’inverno si trasforma in una vera e propria città del Natale, ospitando tantissime attrazioni che rendono più interessante e piacevole la presenza dei migliaia di turisti che trascorrono le loro vacanze natalizie nella cittadina termale, immersi nella più classica atmosfera suggestiva della tradizione.
Sarà così possibile percorrere la città alla scoperta delle tante occasioni di svago e divertimento. Vi imbatterete così nella Pista su ghiaccio posta nella piazza principale della città.
.
Tra le numerose attrazioni troverete anche la spaziosa Pista di Go Kart elettrici, situata nell’amplio parcheggio del meraviglioso Parco Termale Acquasanta.
Dentro un altro celebre parco di Chianciano Terme, il Parco Fucoli invece, sarà possibile immergervi in una vera e propria avventura, all’interno di un incredibile e misterioso World of Dinosaurs, dove spaventosi dinosauri di dimensioni reali si aggirano nella vegetazione copiosa del parco che offre loro ristoro, un’avventura davvero unica!
E per spostarsi da un’animazione all’altra, potrete utilizzare il mitico Polar Express, il trenino arrivato direttamente qui a Chianciano Terme dal Polo Nord, e che ricrea la stessa magica atmosfera del film d’animazione Polar Express.
Questo paese d’inverno si trasforma in una vera e propria città del Natale, ospitando tantissime attrazioni che rendono più interessante e piacevole la presenza dei migliaia di turisti che trascorrono le loro vacanze natalizie nella cittadina termale, immersi nella più classica atmosfera suggestiva della tradizione.
Sarà così possibile percorrere la città alla scoperta delle tante occasioni di svago e divertimento. Vi imbatterete così nella Pista su ghiaccio posta nella piazza principale della città.
.
Tra le numerose attrazioni troverete anche la spaziosa Pista di Go Kart elettrici, situata nell’amplio parcheggio del meraviglioso Parco Termale Acquasanta.
Dentro un altro celebre parco di Chianciano Terme, il Parco Fucoli invece, sarà possibile immergervi in una vera e propria avventura, all’interno di un incredibile e misterioso World of Dinosaurs, dove spaventosi dinosauri di dimensioni reali si aggirano nella vegetazione copiosa del parco che offre loro ristoro, un’avventura davvero unica!
E per spostarsi da un’animazione all’altra, potrete utilizzare il mitico Polar Express, il trenino arrivato direttamente qui a Chianciano Terme dal Polo Nord, e che ricrea la stessa magica atmosfera del film d’animazione Polar Express.
domenica 11 ottobre 2015
Bordeaux con le amiche - 3-4-5-Ottobre
Le aspettative non erano basse , ma sono state ampiamente confermate anche se un giorno in piu' e un po' di pioggerellina in meno, sarebbero stati la ciliegina sulla torta.
Considerata dagli intenditori piu bella di Parigi, sicuramente molto elegante e ricca di fascino, è conosciuta poco rispetto a quanto meriterebbe; girare per le vie del centro è davvero un piacere.
Bordeaux è uno dei principali centri di commercio del vino, ed il locale ufficio del turismo organizza cinque diverse Strade del Vino per i visitatori, dalla Strada degli Chateaux, nel Medoc, alla Strada dei Grappoli, dedicata ai dolci Sauterne.
Avendo due giorni a disposizione noi abbiamo optato per una visita a Saint Emilion, un paesino medievale patrimonio dell'Unesco (come il centro di Bordeaux) che dista a 40 minuti di treno dalla gare Saint Jean.
Come sempre vi do' qualche consiglio schematico sull'organizzazione del viaggio:
Volo Ryanair Roma Ciampino/ Bordeaux (da Bologna il rientro era di martedi)
Appartamento acquistato su Wimdu, molto carino, pulito , vicinissimo al centro storico e con la wifi.
Costo del volo piu appartamento Euro 128 a testa
Collegamento areoporto di Merignac al centro di Bordeaux: Bus n°1, di fronte all'areoporto principale (ryanair e Easyjet hanno un hangar a parte denominato Billy) in funzione dalle 5 alle 23.30 costo 1,50 , 40 minuti con capolinea Piazza Quinconces. In questa piazza , all'angolo accanto al Tribunale è presente l'Ufficio Informazioni
Linea C della tramvia collega sempre questa piazza con la stazione dei treni.
Orari del treno che fa il tour delle vigne in Saint Emilion :h10.30 -h11-15-h.12-h.14-h.14.45 -h.15.30
Voto: 8
giovedì 27 agosto 2015
6 luoghi dove vedere l'Aurora Boreale
Siete
affascinati dallo straordinario fenomeno dell’Aurora Boreale e volete
organizzare un viaggio per godervi lo spettacolo senza sorprese? I
colori incredibili che illuminano il cielo scuro dell’inverno artico, e
il suono celestiale dll’Aurora, che sinuosa disegna onde di luce
all’orizzonte, è un’esperienza unica, uno dei quegli spettacoli della natura a cui assistere almeno una volta nella vita.
L’aurora
polare è un fenomeno unico, che si verifica quando protoni ed elettroni
“solari” entrano in contatto con la ionosfera. L’aurora può essere di
diversi colori, a seconda dei gas che si trovano nell’atmosfera: il
verde dall’ossigeno, ad esempio, e il blu dall’azoto. Le aurore si
manifestano in un ciclo di 11 anni e adesso siamo proprio in una fase di
alta attività. Ecco di seguito alcuni dei posti migliori per
apprezzarle in tutto il loro splendore.
1. ISOLE SVALBARD \ NORVEGIA
Posizionate tra il 74 ° e il 81 ° parallelo, l’arcipelago norvegese è un buon punto di riferimento nell’oceano artico, per l’avvistamento dell’aurora polare. Più alta è la latitudine, infatti, maggiori saranno le vostre probabilità di assistere a questo spettacolo magnifico. Il periodo migliore è tra novembre e febbraio, e la maggior parte dei visitatori viene qui a vivere un’esperienza ancora più magica: la notte polare.
Tra la metà di novembre e la fine di gennaio l’arcipelago è
praticamente privo di luce. Con un crepuscolo blu meraviglioso, le
probabilità di vedere l'Aurora sono altissime. Se siete qui in visita
nel resto dell’anno, avrete invece buone possibilità di avvistare renne,
trichechi e orsi polari.
Come arrivare: ci sono voli dall’Italia a Oslo, o per Longyearbyen con scalo– la base migliore per una visita su Svalbard, grazie alle sua offerta turistica e a bellissimi hotel.
Le Isole Svalbard si trovano al di fuori dell’Area Schengen, per cui dovrete recarvi qui con il passaporto.
2. KAKSLAUTTANEN \ FINLANDIA
Al Kakslauttanen Arctic Resort, nella Lapponia finlandese, è possibile alzare lo sguardo al cielo dal comfort del vostro igloo di vetro, e soggiornare in una capanna di legno tradizionale con sauna e camino. Se le luci dell’aurora si fanno desiderare, potrete ingannare il tempo con altre attività sulla neve, come un safari o noleggiare gli sci ed esplorare il vicino Parco Nazionale Urho.
Come arrivare: ci sono voli per Ivalo, o per Helsinki
dall’Italia. Visitare la bellissima capitale, potrebbe essere un’idea
per rendere il vostro soggiorno in Finlandia ancora più speciale.
3. JUKKASJARVI \ SVEZIA
Il villaggio di Jukkasjärvi, 200 km a nord del Circolo Polare Artico, ospita il primo e il più famoso hotel di ghiaccio del Mondo. L’Icehotel è qualcosa di straordinario, che ogni anno prende vita da grandissime lastre di ghiaccio prelevate dal fiume Torne. Voli per vedere l'aurora boreale operano da Jukkasjärvi, ma potete anche fare un giro della Esrange Space Center, dove è possibile ammirare il cielo stellato della Svezia, se l'Aurora non è visibile. Ci sono molte opzioni (più economiche) di hotel a Kiruna,
se proprio non volete provare l’hotel di ghiaccio, e anche lì si può
ancora vedere l'aurora e fare divertenti attività invernali, come
escursioni in motoslitta.
Come arrivare: La parte settentrionale della Svezia è piuttosto remota. Potete volare a Kiruna, o anche a Stoccolma e noleggiare un’auto per proseguire verso nord.
4. REYKJAVIK \ ISLANDA
Reykjavik è ancora il luogo più conveniente e accessibile per vedere l'aurora boreale,
ma sta diventando sempre più popolare. Nel gennaio 2014 la capitale
islandese ha registrato un record di visitatori, probabilmente perché
nello scorso inverno c’è stato il boom di avvistamenti dell’Aurora.
Potrete godervi la laguna blu, andare in motoslitta e sci, così come a caccia dei luoghi dell'Islanda in cui sono state girate molte scene di Game of Thrones.
Come arrivare: L'alloggio può essere piuttosto costoso a Reyjavik, ma date un'occhiata alle offerte più vantaggiose nella sezione Hotel di Skyscanner. I voli non sono “impossibili” e ci sono sempre buone occasioni. Se avete mai pensato di visitare la Groenlandia, si può volare lì da Reykjavik. Un viaggio un po’ estremo, ma lì l'Aurora è visibile da fine settembre ai primi di aprile.
5. CANADA DEL NORD
Se pensiamo ai voli, beh, il Canada è più costoso rispetto alle altre destinazioni presenti in questo elenco. Tuttavia, l'Aurora Ovale' copre la maggior parte del paese,
compresi gli stati di Yukon, Saskatchewan del Nord, Territori del
Nordovest, Newfoundland, Nuova Scozia e British Columbia. Con le giuste
condizioni, è altamente probabile vedere l'aurora qui, e potrete
riempire il resto della vostra vacanza con tantissime attività sulla
neve, e, naturalmente, mangiare tutti i pancakes del mondo con un sacco di sciroppo d'acero. Canadian Geographic ha una mappa impressionante di luoghi in cui avvistare l’aurora.
Come arrivare: È possibile trovare voli per tantissimi aeroporti in Canada su Skyscanner. Buon viaggio!
6. SCOZIA
Non è necessario andare lontano per poter sperare di avvistare l'aurora boreale. Lo scorso febbraio, la costa di Caithness, nell'estremo nord della Scozia, è stato uno dei posti migliori al mondo in cui godersi lo spettacolo dell'aurora. Date un’occhiata al video qui sotto, per averne un’idea.
Se cercate avventure invernali, e la Scozia è una delle vostre prossime destinazioni, fate un salto nella bellissima Aviemore e visitate il Parco Nazionale del Cairngorm. I cani da slitta sperano in una grande nevicata per l'annuale “Aviemore Sleddog Rally” previsto nel mese di gennaio.
Come arrivare: Si può volare a Edimburgo o Glasgow e saltare su un treno fino a Aviemore, o volare a Inverness per i luoghi più a nord. Qualsiasi sia il vostro itinerario, non rimarrete delusi.
mercoledì 19 agosto 2015
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mercoledì 12 agosto 2015
Estate 2015: ispirazione 100% mediterranea.
A Pantelleria
l'acqua è solo quella del mare, di un blu denso e avventuroso, come si
addice ai fondali delle isole vulcaniche. E le scogliere sono di roccia e
lava nera, scolpite in forme strane e mitologiche come l'Arco
dell'Elefante, uno dei landmark di questo posto speciale, che vanta un
curioso primato geografico: Pantelleria è più vicina alla Tunisia (dista
da qui una cinquantina di miglia circa, ed è persino visibile nelle
giornate di cielo terso) che alla Sicilia. Il che spiega meglio i tratti
arabi della Figlia del Vento, Bent el Riah, com'era chiamata dai
Saraceni: l'architettura femminile e morbida dei dammusi, gli ingegnosi
giardini circondati da muri a secco che proteggono le piante di agrumi. E
soprattutto quel miscuglio di dolcezza e sapidità che contraddistingue
la sua gastronomia, un connubio riuscito di Mediterraneo e Maghreb.
Capperi e uva di Zibibbo sono le sue punte di diamante, prodotti d'eccellenza esportati nel mondo. Ma nei piatti della tradizione entrano anche mandorle e fichi, i mille profumi di origano, timo e rosmarino che qui crescono "alla macchia", selvatici e indisturbati. E poi gli immancabili pomodori seccati al sole, il pesce freschissimo, l'olio d'oliva... Un mix di aromi e sapori dal carattere semplice e deciso, che cuochi (e cuoche) panteschi hanno saputo amalgamare e abbinare in mille diverse combinazioni, dando vita a menu freschi, rustici, naturali. Come la bresaola di tonno o i gamberoni in gelatina di uva Zibibbo, specialità del ristorante La Nicchia a Scauri Basso, un'istituzione isolana con i tavoli apparecchiati all'interno di un giardino pantesco. Le grigliate di pesce freschissimo di La Vela (tel. 0923 916566) unico ristorante aperto sul mare, con una splendida vista sulla scogliera di Scauri Porto. L'Osteria Il Principe e Il Pirata a Khamma, dall'altra parte dell'isola, con l'irrinunciabile insalata pantesca - patate, olive, capperi, pomodori, origano - ad accogliervi. Le paste fatte a mano e i vini doc della cantina di Zubebi, il ristorante dell'omonimo resort non lontano dell'aeroporto, costruito dentro un antico dammuso. Raccomandazione finale: i capperi si comprano alla storica Cooperativa dei Capperi. Parola di fedelissimi habitué.
Capperi e uva di Zibibbo sono le sue punte di diamante, prodotti d'eccellenza esportati nel mondo. Ma nei piatti della tradizione entrano anche mandorle e fichi, i mille profumi di origano, timo e rosmarino che qui crescono "alla macchia", selvatici e indisturbati. E poi gli immancabili pomodori seccati al sole, il pesce freschissimo, l'olio d'oliva... Un mix di aromi e sapori dal carattere semplice e deciso, che cuochi (e cuoche) panteschi hanno saputo amalgamare e abbinare in mille diverse combinazioni, dando vita a menu freschi, rustici, naturali. Come la bresaola di tonno o i gamberoni in gelatina di uva Zibibbo, specialità del ristorante La Nicchia a Scauri Basso, un'istituzione isolana con i tavoli apparecchiati all'interno di un giardino pantesco. Le grigliate di pesce freschissimo di La Vela (tel. 0923 916566) unico ristorante aperto sul mare, con una splendida vista sulla scogliera di Scauri Porto. L'Osteria Il Principe e Il Pirata a Khamma, dall'altra parte dell'isola, con l'irrinunciabile insalata pantesca - patate, olive, capperi, pomodori, origano - ad accogliervi. Le paste fatte a mano e i vini doc della cantina di Zubebi, il ristorante dell'omonimo resort non lontano dell'aeroporto, costruito dentro un antico dammuso. Raccomandazione finale: i capperi si comprano alla storica Cooperativa dei Capperi. Parola di fedelissimi habitué.
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