Comprende Solo camera
Questo confortevole ed elegante hotel è situato nel
cuore di Broadway. Qui, gli ospiti troveranno una pletora di opportunità
di shopping e di svago a...Dettagli completi dell'hotel
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martedì 2 febbraio 2016
Vola a New York con British - super offerta
Proposta di Febbraio - Recanati
Il luogo di nascita di Leopardi, non solo è
“Città della Poesia”, ma anche “Città dell’Arte”, del “Bel canto”, del
“Buon vivere”. Qui nacque infatti anche Beniamino Gigli; qui è
conservata, al Museo Civico, la splendida Annunciazione di Lorenzo Lotto
pittore manierista. Qui si scoprono le specialità enogastronomiche del
territorio, dal vino all’olio, dai formaggi ai salumi. A fine febbraio,
il 4 stelle Gallery Hotel Recanati, in pieno centro, a poca distanza
dalla Torre Civica e da Piazza Giacomo Leopardi propone questo pacchetto
dedicato alle coppie :
Da 118€ dal 26 al 28 febbraio, 2 persone in doppia, 2 notti/3 giorni con colazione. Gallery Hotel Recanati
www.volagratis.com
Da 118€ dal 26 al 28 febbraio, 2 persone in doppia, 2 notti/3 giorni con colazione. Gallery Hotel Recanati
www.volagratis.com
Carnevale di Viareggio - Proposta
venerdì 29 gennaio 2016
ZANZIBAR GENNAIO 2016
Il nome Zanzibar , paradiso di fronte alla Tanzania (Africa) composto da due isole Unguja e Pemba , a sud dell'equatore, deriva molto probabilmente dal persiano zanj, con cui i persiani indicavano i neri; zang-i bar significherebbe "Terra dei neri".
Ho atteso qualche giorno prima di raccontarvi di questo mio ultimo viaggio per riflettere un po' sulle emozioni che mi ha lasciato; non posso esprimere un vero entusiasmo ad essere sincera, perchè l'ho vissuto piu' da turista che da viaggiatore, e non solo per la scelta (sbagliata) di soggiornare in un villaggio, ma soprattutto perchè negli ultimi decenni Zanzibar ha avuto un rapido sviluppo nel turismo di massa.
Giusta invece la scelta di andare sulla costa est , dove è presente il fenomeno delle maree, una delle caratteristiche dell'Isola; alta e bassa marea si alternano ogni 6 ore , il fondale della spiaggia è basso e durante la bassa marea rimane poca acqua, il mare si ritira parecchio e lascia spazio per delle belle passeggiate sulle lingue di sabbia bianchissima e sul bagnoasciuga. Il momento della bassa marea è uno dei momenti più belli della giornata, il paesaggio è fantastico e le donne locali si dedicano alla raccolta delle alghe allevate in mare.
Non mi soffermero' nella descrizione piuttosto negativa del Palumbo Reef , ma del vicino paese di pescatori di Uroa dove la gente viveva un tempo di pesca e adesso di turismo e raccolta alghe; qui abbiamo conosciuto Said, il beach boy che ci ha accompagnato nelle escursioni regalandoci momenti di vita zanzibarini come la sera che, camminando al buio lungo la strada, siamo arrivati a Uroa per cenare al ristorante di un suo amico. Premesso che il piccolo villaggio è un insieme di case fatte un po' con fango e paglia, un po' in muratura senza porte o finestre, la casa adibita a ristorante è intonacata in bianco con una stanza abbastanza grande da accogliere una tavola per 12 ospiti. Appesi alle pareti, pitture africane su tela come ornamento assai deliziose.
Il cuoco nella stanza adiacente ci ha cucinato un ottimo riso accompagnato da salsa rossa a base di cocco , patate fritte , polpo , gamberi, aragoste cicale e un tonno buonissimo. Frutta a volontà , mango e ananas dolcissimi per una modica spesa di 15 ollari.Una bella serata trascorsa in compagnia con la simpatica combriccola di romani, terminata dopo una camminata sulla battigia al locale "il buio" a bere una grappa locale
Questa è stata l'esperienza piu' bella vissuta in questo viaggio, ma i ricordi sono legati anche alla gita a Stone town, la capitale patrimonio dell'Unesco,il cui fascino è nascosto dietro il caos e la fatiscenza; famose le porte intarsiate che testimoniano l'influenza indiana e araba. Mi raccomando, visitate il pittoresco mercato del pesce, tripudio di colori rumori e odori a prova di naso!
L'Africa House è il miglior punto di osservazione della città , e noi ci siamo rilassati sul terrazzo vista mare, sorseggiando un mojito al tramonto .
Da non perdere la visita a Kizimbani dove si incontrano diverse spice farm. Qui vedrete dove e come crescono la vaniglia, lo zenzero, il cardamomo, la citronella, ma anche frutti come banana, mango, papaia, passion fruit, manioca. Alla fine potete anche assaggiarli tutti e acquistarli.
Abbiamo fatto snorkeling alla laguna blu, un luogo magico ma troppo inflazionato dai centinaia di turisti portati giornalmente dai beach boys. La spiaggia bianca e fine sembra borotalco ma portatevi le scarpette perche se succede come a noi , in bassa marea la barchetta si arenasse, non sono pochi i metri da fare prima di arrivare a riva, su un fondale con coralli e ricci!
Consigli pratici:
abbiamo cambiato in dollari, ma adesso per loro vanno meglio gli euro (il cambio è piu favorevole). Da pagare il visto 50D in entrata e 40D in uscita
In questo periodo le temperature arrivano a 35° ma l'umidità è elevata (non si asciuga niente )
Non comprate escursioni dall'Italia, ma affidatevi tranquillamente ai beach boy, sono bravi ragazzi che vi porteranno nei soliti tour facendovi risparmiare il 40% e dando loro un po' di lavoro
Mettete in valigia penne magliette e quaderni per i bambini
Viaggio diretto da Roma con Meridiana 8 ore ( due in avanti poi di fuso orario) oppure Neos con scalo a Verona. Traghetto dalla Tanzania 90min
Nel villaggio nessun problema per attacco corrente elettrica
Nessuna vaccinazione obbligatoria
Alta protezione 30/50
Ho atteso qualche giorno prima di raccontarvi di questo mio ultimo viaggio per riflettere un po' sulle emozioni che mi ha lasciato; non posso esprimere un vero entusiasmo ad essere sincera, perchè l'ho vissuto piu' da turista che da viaggiatore, e non solo per la scelta (sbagliata) di soggiornare in un villaggio, ma soprattutto perchè negli ultimi decenni Zanzibar ha avuto un rapido sviluppo nel turismo di massa.
Giusta invece la scelta di andare sulla costa est , dove è presente il fenomeno delle maree, una delle caratteristiche dell'Isola; alta e bassa marea si alternano ogni 6 ore , il fondale della spiaggia è basso e durante la bassa marea rimane poca acqua, il mare si ritira parecchio e lascia spazio per delle belle passeggiate sulle lingue di sabbia bianchissima e sul bagnoasciuga. Il momento della bassa marea è uno dei momenti più belli della giornata, il paesaggio è fantastico e le donne locali si dedicano alla raccolta delle alghe allevate in mare.
Non mi soffermero' nella descrizione piuttosto negativa del Palumbo Reef , ma del vicino paese di pescatori di Uroa dove la gente viveva un tempo di pesca e adesso di turismo e raccolta alghe; qui abbiamo conosciuto Said, il beach boy che ci ha accompagnato nelle escursioni regalandoci momenti di vita zanzibarini come la sera che, camminando al buio lungo la strada, siamo arrivati a Uroa per cenare al ristorante di un suo amico. Premesso che il piccolo villaggio è un insieme di case fatte un po' con fango e paglia, un po' in muratura senza porte o finestre, la casa adibita a ristorante è intonacata in bianco con una stanza abbastanza grande da accogliere una tavola per 12 ospiti. Appesi alle pareti, pitture africane su tela come ornamento assai deliziose.
Il cuoco nella stanza adiacente ci ha cucinato un ottimo riso accompagnato da salsa rossa a base di cocco , patate fritte , polpo , gamberi, aragoste cicale e un tonno buonissimo. Frutta a volontà , mango e ananas dolcissimi per una modica spesa di 15 ollari.Una bella serata trascorsa in compagnia con la simpatica combriccola di romani, terminata dopo una camminata sulla battigia al locale "il buio" a bere una grappa locale
Questa è stata l'esperienza piu' bella vissuta in questo viaggio, ma i ricordi sono legati anche alla gita a Stone town, la capitale patrimonio dell'Unesco,il cui fascino è nascosto dietro il caos e la fatiscenza; famose le porte intarsiate che testimoniano l'influenza indiana e araba. Mi raccomando, visitate il pittoresco mercato del pesce, tripudio di colori rumori e odori a prova di naso!
L'Africa House è il miglior punto di osservazione della città , e noi ci siamo rilassati sul terrazzo vista mare, sorseggiando un mojito al tramonto .
Da non perdere la visita a Kizimbani dove si incontrano diverse spice farm. Qui vedrete dove e come crescono la vaniglia, lo zenzero, il cardamomo, la citronella, ma anche frutti come banana, mango, papaia, passion fruit, manioca. Alla fine potete anche assaggiarli tutti e acquistarli.
Abbiamo fatto snorkeling alla laguna blu, un luogo magico ma troppo inflazionato dai centinaia di turisti portati giornalmente dai beach boys. La spiaggia bianca e fine sembra borotalco ma portatevi le scarpette perche se succede come a noi , in bassa marea la barchetta si arenasse, non sono pochi i metri da fare prima di arrivare a riva, su un fondale con coralli e ricci!
Consigli pratici:
abbiamo cambiato in dollari, ma adesso per loro vanno meglio gli euro (il cambio è piu favorevole). Da pagare il visto 50D in entrata e 40D in uscita
In questo periodo le temperature arrivano a 35° ma l'umidità è elevata (non si asciuga niente )
Non comprate escursioni dall'Italia, ma affidatevi tranquillamente ai beach boy, sono bravi ragazzi che vi porteranno nei soliti tour facendovi risparmiare il 40% e dando loro un po' di lavoro
Mettete in valigia penne magliette e quaderni per i bambini
Viaggio diretto da Roma con Meridiana 8 ore ( due in avanti poi di fuso orario) oppure Neos con scalo a Verona. Traghetto dalla Tanzania 90min
Nel villaggio nessun problema per attacco corrente elettrica
Nessuna vaccinazione obbligatoria
Alta protezione 30/50
lunedì 11 gennaio 2016
Norvegia dopo Checco meta attualissima
Un viaggio in Norvegia non può che iniziare dalla sua capitale, Oslo. Si tratta di una città
tanto moderna quanto "a misura di persona", ricca di musei (come quello
di Munch che custodisce il celebre "Urlo") e di edifici storici (di
particolare bellezza il castello di Akershus, risalente al XIII secolo).
La città si affaccia sull'Oslofjord ("il fiordo di Oslo"), un'area
ricca di verde nella quale si possono compiere escursioni in battello ed
assistere ai numerosi concerti che si tengono nel corso dell'estate.
Una volta visitata Oslo, potete far tappa nella seconda città più importante della Norvegia, ossia Bergen; dopo aver ammirano le antiche case dei pescatori nel quartiere Bryggen ed aver passeggiato tra le bancarelle dell'antico mercato del pesce, prendete la funivia per raggiungere i fitti boschi che sovrastano la città.
Uno degli itinerari più suggestivi della Norvegia è la passeggiata che da Myrdal (piccola stazione lungo la linea ferroviaria Oslo-Bergen) conduce fino al paesino di Flåm, sulle sponde del Sognefjord. Il percorso attraversa un'area naturale piena di boschi e lunghi ruscelli che danno origine a piccole cascate e diversi laghetti, nei quali i più temerari osano fare il bagno. Se non volete percorrere i circa 20Km che separano le due località, potete optare per la Flåmsbana, un trenino turistico che fa sosta nei punti più panoramici.
A Sud di Bergen si estende la contea di Rogaland, piena di fiordi, isolotti e villaggi da cartolina con le antiche chiesette in legno tipiche della Norvegia. Vi consigliamo di attraversare quest'area in auto (seguendo la E39 e prendendo almeno due battelli), così da poter ammirare questi paesaggi meravigliosi con la massima flessibilità. Arrivati nella città di Stavanger, non perdetevi l'attrazione naturale più importante della zona (nonché dell'intera Norvegia), ovvero il vicino Preikestolen: questa terrazza naturale di roccia, coi suoi oltre 600 metri di altezza, sovrasta il sottostante Lysefjord regalando viste mozzafiato. L'ascesa richiede circa 3 ore e non è particolarmente impegnativa, ma non avventuratevi senza scarpe da trekking ed abbigliamento adatto!.
L'arcipelago delle Isole Lofoten è uno dei luoghi più spettacolari del nostro pianeta, le cui foto sono spesso utilizzate per promuovere la bellezza della Norvegia. Si tratta di una serie di isole ed isolotti, in buona parte collegati tra loro da una modernissima rete stradale, sui quali sorgono caratteristici villaggi di pescatori non ancora assaliti dal turismo di massa. Consigliamo di attraversare l'intero arcipelago (che presenta una forma allungata da Est ad Ovest) fermandovi in tutti i principali villaggi, ed in particolare ad A (la località col nome più breve al mondo), Reine, Moskenes e Svolvær.
Volete compiere l'impresa di raggiungere Capo Nord? I mezzi per arrivare nel punto più settentrionale d'Europa certo non mancano, ma un modo originale per farlo è mediate il battello postale Hurtigruten, che dal 1883 parte quotidianamente da Bergen (nella Norvegia meridionale) e risale tutta la costa del Paese, superando Capo Nord dopo circa tre giorni di viaggio. Il battello sosta in tutti i principali porti norvegesi, e vista la lunga durata del tragitto vi consigliamo di imbarcarvi a Svolvær (nelle isole Lofoten), così da giungere nel piccolo paesino di Honningsvåg (la località più a Nord della Norvegia) dopo un solo giorno di viaggio. Da Honningsvåg potrete infine percorrere i 20Km che vi separano da Capo Nord prendendo uno dei tanti autobus turistici che partono dal porto.
Una volta visitata Oslo, potete far tappa nella seconda città più importante della Norvegia, ossia Bergen; dopo aver ammirano le antiche case dei pescatori nel quartiere Bryggen ed aver passeggiato tra le bancarelle dell'antico mercato del pesce, prendete la funivia per raggiungere i fitti boschi che sovrastano la città.
Uno degli itinerari più suggestivi della Norvegia è la passeggiata che da Myrdal (piccola stazione lungo la linea ferroviaria Oslo-Bergen) conduce fino al paesino di Flåm, sulle sponde del Sognefjord. Il percorso attraversa un'area naturale piena di boschi e lunghi ruscelli che danno origine a piccole cascate e diversi laghetti, nei quali i più temerari osano fare il bagno. Se non volete percorrere i circa 20Km che separano le due località, potete optare per la Flåmsbana, un trenino turistico che fa sosta nei punti più panoramici.
A Sud di Bergen si estende la contea di Rogaland, piena di fiordi, isolotti e villaggi da cartolina con le antiche chiesette in legno tipiche della Norvegia. Vi consigliamo di attraversare quest'area in auto (seguendo la E39 e prendendo almeno due battelli), così da poter ammirare questi paesaggi meravigliosi con la massima flessibilità. Arrivati nella città di Stavanger, non perdetevi l'attrazione naturale più importante della zona (nonché dell'intera Norvegia), ovvero il vicino Preikestolen: questa terrazza naturale di roccia, coi suoi oltre 600 metri di altezza, sovrasta il sottostante Lysefjord regalando viste mozzafiato. L'ascesa richiede circa 3 ore e non è particolarmente impegnativa, ma non avventuratevi senza scarpe da trekking ed abbigliamento adatto!.
L'arcipelago delle Isole Lofoten è uno dei luoghi più spettacolari del nostro pianeta, le cui foto sono spesso utilizzate per promuovere la bellezza della Norvegia. Si tratta di una serie di isole ed isolotti, in buona parte collegati tra loro da una modernissima rete stradale, sui quali sorgono caratteristici villaggi di pescatori non ancora assaliti dal turismo di massa. Consigliamo di attraversare l'intero arcipelago (che presenta una forma allungata da Est ad Ovest) fermandovi in tutti i principali villaggi, ed in particolare ad A (la località col nome più breve al mondo), Reine, Moskenes e Svolvær.
Volete compiere l'impresa di raggiungere Capo Nord? I mezzi per arrivare nel punto più settentrionale d'Europa certo non mancano, ma un modo originale per farlo è mediate il battello postale Hurtigruten, che dal 1883 parte quotidianamente da Bergen (nella Norvegia meridionale) e risale tutta la costa del Paese, superando Capo Nord dopo circa tre giorni di viaggio. Il battello sosta in tutti i principali porti norvegesi, e vista la lunga durata del tragitto vi consigliamo di imbarcarvi a Svolvær (nelle isole Lofoten), così da giungere nel piccolo paesino di Honningsvåg (la località più a Nord della Norvegia) dopo un solo giorno di viaggio. Da Honningsvåg potrete infine percorrere i 20Km che vi separano da Capo Nord prendendo uno dei tanti autobus turistici che partono dal porto.
lunedì 28 dicembre 2015
Cioccolato in Svizzera
È il momento di evasione per eccellenza, la pausa a cui nessuno
riesce a dire di no, l’attimo che restituisce il buonumore… è l’assaggio
del cioccolato!
Che sia bianco, nero o aromatizzato, è impossibile resistere al suo sapore e, non per altro, da sempre è denominato il “Cibo degli dei”.
E allora perché non organizzare un viaggio all’insegna del gusto, nella sua terra più famosa?
Eccoci quindi in Svizzera, il Paese che produce il cioccolato migliore al mondo, nonostante l’inesistente coltivazione di cacao.
Dal 1697, anno in cui il sindaco in carica di Zurigo, Heinrich Escher, portò il cioccolato in Svizzera da Bruxelles, è stato un continuo crescendo e l’industria svizzera del cioccolato è sicuramente la più importante al mondo.
Creando un appetitoso itinerario, potremmo partire dalla regione del lago di Ginevra, in particolar modo da Vevey, che può vantarsi di aver dato i natali alla più vecchia marca di cioccolato tutt’oggi esistente in Svizzera e di essere stato il luogo in cui è nato il cioccolato al latte.
A Vevey, però, è possibile anche fare visita al museo della Nestlé, l’Alimentarium, dove sono raccolti testi sulla storia dell’azienda e studi sull’alimentazione.
A Losanna, invece, il consiglio è quello di fermarsi in Avenue d’Ochy ed entrare nella famosa Cioccolateria Durig, dove potrete visitare il laboratorio e creare i vostri cioccolatini personalizzati, con l’aiuto del Maître Chocolatier Dan Durig.
Una tappa dal profumo di Hollywood per la Cioccolateria Maier, situata a Morges, che dal 1990 produce i gustosissimi “Cioccolatini Audrey Hepbrun”, in onore della famosa attrice, che per quasi trent’anni visse nella cittadina e che brindò al suo matrimonio proprio all’interno della cioccolateria.
Oltre alle altre numerose cioccolaterie sparse in tutta la regione, non può mancare una simpatica passeggiata a bordo del Treno del cioccolato, che parte dalla stazione di Montreaux e attraversa la regione della Gruyère. A bordo, si viaggia esclusivamente in prima classe all’interno delle carrozze-pullman, in perfetto stile Belle Epoque del 1915, dove sarà servita una calda colazione a base di caffè e brioches.
La prima tappa è proprio il pittoresco paesino di Gruyères, dove sarà possibile far visita al caseificio che produce l’omonimo formaggio e, di seguito, sosta immancabile alla fabbrica di cioccolato di Cailler, situata a Broc, dove potrete perdervi in un assaggio che renderà indimenticabile il vostro viaggio.
Che sia bianco, nero o aromatizzato, è impossibile resistere al suo sapore e, non per altro, da sempre è denominato il “Cibo degli dei”.
E allora perché non organizzare un viaggio all’insegna del gusto, nella sua terra più famosa?
Eccoci quindi in Svizzera, il Paese che produce il cioccolato migliore al mondo, nonostante l’inesistente coltivazione di cacao.
Creando un appetitoso itinerario, potremmo partire dalla regione del lago di Ginevra, in particolar modo da Vevey, che può vantarsi di aver dato i natali alla più vecchia marca di cioccolato tutt’oggi esistente in Svizzera e di essere stato il luogo in cui è nato il cioccolato al latte.
A Vevey, però, è possibile anche fare visita al museo della Nestlé, l’Alimentarium, dove sono raccolti testi sulla storia dell’azienda e studi sull’alimentazione.
A Losanna, invece, il consiglio è quello di fermarsi in Avenue d’Ochy ed entrare nella famosa Cioccolateria Durig, dove potrete visitare il laboratorio e creare i vostri cioccolatini personalizzati, con l’aiuto del Maître Chocolatier Dan Durig.
Una tappa dal profumo di Hollywood per la Cioccolateria Maier, situata a Morges, che dal 1990 produce i gustosissimi “Cioccolatini Audrey Hepbrun”, in onore della famosa attrice, che per quasi trent’anni visse nella cittadina e che brindò al suo matrimonio proprio all’interno della cioccolateria.
La prima tappa è proprio il pittoresco paesino di Gruyères, dove sarà possibile far visita al caseificio che produce l’omonimo formaggio e, di seguito, sosta immancabile alla fabbrica di cioccolato di Cailler, situata a Broc, dove potrete perdervi in un assaggio che renderà indimenticabile il vostro viaggio.
giovedì 17 dicembre 2015
Monaco dal 2 al 6 gennaio - Ecco cosa puoi vedere Simo!
L’austera ed elegante metropoli bavarese ha, secondo diverse classifiche (con Vienna, Vancouver, Melbourne, Sydney), la migliore qualità di vita al mondo.
In effetti, è una cosa di cui si accorgono da subito tutti i turisti…
tanto verde, trasporto pubblico impeccabile, tanti eventi culturali,
arredo urbano curatissimo, senza dimenticare una florida economia: tutti
fattori che spiegano come mai, qualcuno di questi turisti (specie
italiani), un po’ per necessità, un po’ per gusto, decida poi di andare a
vivere da quelle parti. 
Chi, è appassionato di scienza, avrà modo di soddisfare la propria curiosità nel Deutsches Museum, il più grande museo al mondo dedicato alla scienza ed alla tecnica ma… attenzione, rischiate di perdere al suo interno un intero giorno! Io ho cercato di selezionare le cose che più mi interessavano in anticipo, per mancanza di tempo, di cui la maggior parte spesi fra la miniera e la sezione dedicata all’aerospazio. E’un vero e proprio Paese dei Balocchi!
Che dire, inoltre, del museo BMW che, col BMW Welt, si trova nei pressi del vecchio Olympiastadion (quale tifoso non conosce il vecchio stadio del Bayern)? Potrete rivisitare tutta la storia del glorioso marchio, e sedersi al volante di alcuni degli ultimi modelli .
Altrettanto spettacolare è Füssen, raggiungibile in un paio d’ore di treno , splendido paesino alpino nei cui dintorni si trovano i castelli di Hohenschwangau e di Neuschwanstein. Entrambi i castelli sono legati a doppio filo al re Ludwig II, lunatico monarca bavarese dell’800, che costruì quello di Neuschwanstein modellandolo su quelli medioevali, prosciugando così le casse del reame.
Personalmente, dato il prezzo, vi consiglio di saltare la visita dell’altro castello, ovvero quello di Hohenschwangau: dura pochi minuti, e si vede davvero poco.
Chi vuole riflettere un po’ più seriamente, cosa che consiglio caldamente, può visitare il campo di concentramento di Dachau, alla periferia Nord di Monaco. Pur non essendo Auschwitz, merita qualche ora di visita: è pur sempre il primo campo di concentramento nazista, aperto su iniziativa di Heinrich Himmler.
Insomma, in 4 giorni pieni, potrete visitare praticamente tutto ciò che c’è di interessante a Monaco e dintorni, il tutto in maniera rapida, grazie alla efficientissima rete di trasporto pubblico.
I primi 2 giorni dedicati alla città , il 3 giorno dedicato a Dachau e il 4 a Fussen per il castello di Neuschwanstein
Chi, è appassionato di scienza, avrà modo di soddisfare la propria curiosità nel Deutsches Museum, il più grande museo al mondo dedicato alla scienza ed alla tecnica ma… attenzione, rischiate di perdere al suo interno un intero giorno! Io ho cercato di selezionare le cose che più mi interessavano in anticipo, per mancanza di tempo, di cui la maggior parte spesi fra la miniera e la sezione dedicata all’aerospazio. E’un vero e proprio Paese dei Balocchi!
Che dire, inoltre, del museo BMW che, col BMW Welt, si trova nei pressi del vecchio Olympiastadion (quale tifoso non conosce il vecchio stadio del Bayern)? Potrete rivisitare tutta la storia del glorioso marchio, e sedersi al volante di alcuni degli ultimi modelli .
Altrettanto spettacolare è Füssen, raggiungibile in un paio d’ore di treno , splendido paesino alpino nei cui dintorni si trovano i castelli di Hohenschwangau e di Neuschwanstein. Entrambi i castelli sono legati a doppio filo al re Ludwig II, lunatico monarca bavarese dell’800, che costruì quello di Neuschwanstein modellandolo su quelli medioevali, prosciugando così le casse del reame.
Personalmente, dato il prezzo, vi consiglio di saltare la visita dell’altro castello, ovvero quello di Hohenschwangau: dura pochi minuti, e si vede davvero poco.
Chi vuole riflettere un po’ più seriamente, cosa che consiglio caldamente, può visitare il campo di concentramento di Dachau, alla periferia Nord di Monaco. Pur non essendo Auschwitz, merita qualche ora di visita: è pur sempre il primo campo di concentramento nazista, aperto su iniziativa di Heinrich Himmler.
Insomma, in 4 giorni pieni, potrete visitare praticamente tutto ciò che c’è di interessante a Monaco e dintorni, il tutto in maniera rapida, grazie alla efficientissima rete di trasporto pubblico.
I primi 2 giorni dedicati alla città , il 3 giorno dedicato a Dachau e il 4 a Fussen per il castello di Neuschwanstein
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