lunedì 12 gennaio 2015

Weekend al Nord Italia

Prima di girare per il mondo sarebbe bene conoscere la nostra bell' l'Italia.
Io appena posso lo faccio e questo mi ha permesso di scoprire anno dopo anno, luoghi meravigliosi e mi riferisco non solo alle grandi citta' come Firenze Roma Napoli o Venezia, ma paesini nascosti o provincie meno conosciute che hanno un fascino talvolta maggiore proprio per la sorpresa che improvvisamente, regalano ai nostri occhi.
Cominciero' a darvi qualche itinerario per un weekend,  raccontandovi l'ultimo che ho fatto durante le feste natalizie: Brescia e Bergamo, passando per lago d'Iseo.
Immersa in uno scenario naturale unico e completo dove la natura dà il suo meglio, la provincia bresciana è una terra che, alle bellezze del paesaggio, unisce una serie di luoghi di interesse archeologico, artistico e storico;  si estende tra la pianura Padana, rilievi prealpini e la Val Trompia.
Vanta anche due bellissimi laghi (Garda e Iseo),  due bellissime Valli(Camonica, Trompia,) e la splendida campagna collinare (la Franciacorta) che si estende da Brescia al lago d'Iseo e dove è possibile scoprire come nascono le famose bollicine conosciute in tutto il mondo.
A parte cio', io avevo un motivo particolare che mi ha portato a Brescia: qui è nato mio nonno e la sua mamma Ester, che per amore segui a Firenze il mio bisnonno Ferdinando.
Ho scoperto che è la seconda provincia  della Lombardia, anche se mi è parsa una piccola città, ricca pero' di storia e arte romanica; una lunga strada in salita , ma uno splendido cielo azzurro , ci portano al Castello, un complesso fortificato che domina il Duomo sul colle Cidneo.
Camminando per le vie del centro, non mi è sfuggita una'osteria caratteristica, assai carina, pochissimi tavoli e buona cucina bresciana -specialità lo spiedo. La proprietaria in un primo istante ci dice che non ha posto (probabilmente vista la tarda ora e lo spiedo terminato) poi fortunatamente ci ripensa e ci accomoda bene; ottimo vino bianco in brocca delle cantine di Franciacorta che accompagna un tagliere di affettati e verdure fritte con pangrattato. Segue polenta al gorgonzola e tartufo, una delizia! Infine  torta sbriciolata (mandorle) con bicchierino di grappa, costo del pranzo 39 euro non economico ma nell'insieme ok, sentita la bontà dei piatti l'abbondanza e la cordialita' della signora con la quale abbiamo scambiato anche due simpatiche chiacchere (OSTERIA ENRICO VIII - Vicolo S.Agostino 7 - 3356265661








Proseguiamo verso Bergamo seguendo l'itinerario del Lago d'Iseo, che ci porta ad Iseo, piccola città turistica di origine medievale con tante viuzze che ricordano le "calli" veneziane


Forse non tutti lo sanno, ma al centro del Lago d’Iseo si erge Monte Isola, l’isola di lago più grande di tutta Europa, con un perimetro di ben 9 km. L’assenza di auto sull’isola la rende il luogo ideale per una passeggiata in tutta tranquillità. Potete scegliere di restare sulla costa e fare il giro completo dell’isola, oppure di avventurarvi sulla cima del suo monte e visitare il santuario della Madonna della Ceriola, che ospita al suo interno affreschi del XVI secolo. Qui la fatica della salita sarà ampiamente ripagata dalla spettacolare vista del lago che si presenterà ai vostri occhi. L’isola è raggiungibile tramite traghetto ed è possibile anche fare delle mini crociere sul lago.




 Usciti da Iseo, invece di prendere l'autostrada, abbiamo preferito proseguire per la strada statale che costeggia il lago assaporando un bel tramonto e le cime innevate delle alpi.
Arriviamo in tarda serata in Hotel,  il Joia Hotel luxury Appartments **** prenotato su expedia al costo di 60 euro compreso colazione. Un bellissimo complesso di appartamenti di lusso che sul momento ci mette un po' di angoscia: il buio non ci permette di vedere e la reception è una casina in muratura dove un gentil ragazzo, ci accoglie dandoci una mappa e dicendomi che la colazione ci verrà servita in camera in base alle nostre richieste ,, Stop. Garage vuoto, praticamente siamo gli unici ospiti





Ci svegliamo la mattina e apprezziamo invece la bellezza e la quiete del posto. Gli appartamenti piu belli sono quelli che si affacciano direttamente in piscina, al momento diventata un lago ghiacciato.
L'hotel dista una decina di km da Bergamo , un poì isolato se le intenzioni fossero state di cenare la sera fuori; a noi è bastato mangiare un buon risotto alla milanese e una pizza per Giov, al circolo di tennis di Brusaporto!
Il lunedi mattina, dopo una abbondante colazione servita in camera che ha soddisfatto tutte le nostre richieste (cappuccino briosche pane burro marmellata yogurt cereali e spremuta d'arancia)ci siamo diretti a Bergamo dove ci aspettava la nostra amica Enza. Lungo la strada ci siamo fermati ad  un mercato locale per acquistare degli ottimi formaggi locali tra cui il famoso Gorgonzola (detto Zola). Sapete che il famoso omonimo paese è ubicato proprio tra Bergamo e Milano?
Arrivati nella parte bassa della città, ugualmente bella e signorile , parcheggiamo vicino alla stazione degli autobus dove acquistiamo il biglietto per il bus 1A che ci porta a Bergamo Alta. Enza ci farà da Cicerone , portandoci per le Vie del Centro e facendoci godere a pieno delle bellezze di questi luoghi




















































Un ringraziamento pubblico va a lei per la troppa gentilezza e la grande simpatia.




martedì 16 dicembre 2014

Lanzarote

Ho letto molto interessata questo racconto su Lanzarote
Lo posto sul mio blog per trarre uno spunto per il mio prossimo viaggio.

Può un’isola in appena due giorni farti sentire il suo calore e continuare a donartelo nel tempo? La risposta è sì, e non parlo solo del calore vulcanico che a Lanzarote si sente ancora, ma del calore che scalda l’anima, dell’amore che un luogo trasmette, il calore delle persone che vivono e amano questa isola delle Canarie, che la custodiscono gelosamente!
Sono atterrata in quella terra arida senza sapere nulla di lei, volevo scoprirla senza avere troppe aspettative. Le aspettative si sa non fanno mai troppo bene.
Un’isola secca, brulla, dove l’acqua non si trova nel sottosuolo, dove le uniche piante sono cactus spinosi e dei vigneti molto particolari, e gli unici animali le capre.
Lanzarote è formata da 140 vulcani, ormai non più attivi, che sparsi sulla superficie creano un paesaggio lunare di un fascino unico. Lo sguardo si perde sulla terra che sfuma dal marrone al nero, che brilla col sole e si infuoca al tramonto.
Io non avevo mai visto un luogo così, ed ora non vedo l’ora di tornarci per riassaporarlo, per riviverlo.
E’ caldo, è primavera tutto l’anno, è un clima fantastico che non ti fa dire che fa troppo caldo o troppo freddo, è semplicemente il clima perfetto per un viaggio, per una vacanza, per una sosta lontano dal caos, ma vicino a casa.
Un’isola che con poco offre tanto, dove la vita scorre lenta, scandita da un tempo che quasi non esiste. Tutto è “rilassato”, e di conseguenza ti rilassi anche tu.
L’isola offre una miriade di cose a da fare e da vedere che per forza ci devi restare una settimana, o alla peggio ci devi ritornare.
Una tappa obbligatoria è il Parco Nazionale del Timanfaya.  L’ho visto per la prima volta in assoluto, molti invece indirettamente l’hanno visto sullo schermo di 2001 odissea nello spazio, il film di Kubrik. Che dite, rende l’idea il tipo di paesaggio che si ha di fronte? Il simbolo del parco è El Diablo, un diavoletto che, a quanto dicono le leggende locali, pare prevedesse  le eruzioni vulcaniche dell’isola.  Il parco è costituito da lava, di diverse eruzioni, di diverse tipologie, ma tutto di lava. Aspre colline di pietra nera creano uno scenario suggestivo. La visita si può fare solo su pullman organizzati, ed è vietato fermarsi a fare foto o passeggiate per non deturpare in qualche modo l’ambiente. All’interno del parco si può pranzare nel tipico ristorante che cucina carne alla brace con il calore che viene dalla terra, e assistere a scenografiche esibizioni di geyser!
Anche i vigneti La Geria, dove si coltivano i vitigni Malvasia, hanno attirato la mia attenzione. Le vigne crescono con le ceneri del vulcano e riescono a vivere grazie all’umidità che di notte assorbono. Crescono in condizioni estreme,  grazie all’ingegno di contadini che sono riusciti a creare un metodo per la produzione dell’ottimo vino. Il vento in questa isola in certi periodi è molto forte, e la tradizionale coltivazione risulterebbe insufficiente, così hanno pensato di piantare le vigne in buche coniche e di proteggerle con muretti di pietre a semicerchio a garantire la crescita. Il risultato? Vino superbo e paesaggio spettacolare.
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Belli da visitare sono tutti i paesini che costituiscono Lanzarote. Sono perfetti e tutti costruiti secondo un canone ben preciso. Case bianche fatte a L, per preservarsi dall’incessante vento. Teguise, per esempio, è un gioiellino. Di impronta coloniale l’antica capitale spagnola è rimasta intatta, anzi sembra proprio che il tempo si sia fermato in quelle stradine, con quelle insegne scritte direttamente sui muri degli edifici. Io non ci sono passata di domenica, ma mi hanno parlato molto bene del mercato che si tiene per le vie…mi sa che devo proprio ritornarci!
Merita una fermata la spiaggia di Famara. Onde alte, oceano a perdita d’occhio, e surfisti che aspettano l’onda perfetta. Una spiaggia ideale, fatta di poche persone: qualche turista che cammina a piedi scalzi mentre rabbrividisce se un’onda troppo lunga gli bagna i piedi, molti amanti dello sport, che con maestri o con tutta la loro indipendenza e passione affrontano acque adatte per imparare. Surf, Sup e la giusta dose di vento e coraggio.
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Non meno bella la spiaggia Papagayo, che si trova a sud di Lanzarote. Ci si arriva dopo una breve camminata che si conclude con una vista impareggiabile su varie calette che abbracciano un mare dal colore azzurro che quasi si confonde con il cielo. Le acque sono tranquille, e non fredde. Un bagno rigenerante sotto il sole è un  buon modo di ammirare e scoprire la meraviglia di quel luogo.











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Sulla costa ovest dell’isola c’è un piccolo villaggio di pescatori, El Golfo, e poco distante da esso la Laguna Verde,  una laguna spettacolare. E’ un cratere formatosi a ridosso del mare sprofondato sotto il suo stesso peso, e questo ha fatto sì che nella cavità formata sia defluita l’acqua marina. Vi lascio solo immaginare l’energia che il luogo, il mare, la laguna e i colori contrastanti riescono a dare. Il lago verde si staglia tra il blu del mare che si infrange sulle rocce e il nero del vulcano che lo circonda. Il suo forte e brillante colore verde è dovuto al tipo di alghe che la abitano. Purtroppo, o forse è meglio dire per fortuna, non ci si può avvicinare e toccare l’acqua, per preservarlo nel suo ambiente naturale.
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Un’altra attrazione dell’isola sono le opere di Cesar Manrique, un artista che è nato e vissuto a Lanzarote. Ha fatto della sua isola un museo a cielo aperto, creando opere d’arte in sintonia con l’ambiente. Lui usava solo materiali che la natura circostante gli donava. Lava, legno e ferro. Questo ha fatto sì che le sue opere fossero sparse nell’isola senza deturpare il paesaggio, ma con il solo scopo di arricchirlo. Il risultato è sorprendente “la natura al servizio dell’arte, e l’arte a quello della natura”.
La fondazione César Manrique (Jameos del Agua), da lui creata assieme a degli amici ha lo scopo di diffondere e sostenere l’attività artistica, ambientale e culturale. All’interno vi sembrerà di perdervi in paesaggi surreali, con quadri che sembrano finestre sul mondo , e finestre sul mondo che sembrano quadri. Giochi d’acqua e colori, quelli che un’isola piccola e aride riescono a dargli. Colori che hanno riempito la vita di César e che ora riempie quella di turisti che possono ammirare le sue opere.
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E sempre in tema di arte e natura vi consiglio un luogo fuori dal comune dove gustare un’ottima cena (non costosa) e magari ascoltare della musica. Il posto si chiama Jameos del Agua, ed è una grotta naturale e vulcanica che con l’intervento dell’artista citato sopra è diventato un punto di ritrovo. Una serie di tunnel illuminati al passaggio, e intervallati da piscine d’acqua creano giochi di colore a rendere l’atmosfera unica.  Anche questo un paesaggio lunare, suggestivo, che lascia il visitatore a bocca aperta. Oltre al ristorante,  in una cavità inferiore c’è un auditorium che ha un’acustica sorprendente e dove vengono fatti molti concerti . Tutto in armonia, tutto perfettamente integrato con l’ambiente, quasi una magia che però è reale.
Una meta, un sogno. Quest’isola mi ha conquistato!
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martedì 9 dicembre 2014

Alessandro, Caterina e i loro quattro bimbi: "Abbiamo mollato tutto per fare il giro del mondo"


Alessandro, Caterina e i loro quattro bimbi: "Abbiamo mollato tutto per fare il giro del mondo"
Storia della famiglia Gangemi: papà, mamma, figli di otto, sei, tre anni e uno di otto mesi. Hanno comprato un "Round the world ticket" e sono partiti a settembre: "Adesso siamo in India, dove passeremo il Natale. Torneremo a luglio 2015, chissà in quali condizioni...". La loro avventura raccontata in un blog

BOLOGNA - "Perché si deve vivere per poi lamentarsi di ogni cosa che si sta vivendo?". Alessandro e Caterina, 38 e 39 anni, sono partiti da questa domanda. Lui ex dirigente di un centro sportivo, lei pedagogista di un asilo nido, poco dopo l'estate hanno chiuso le valigie e, assieme ai loro quattro figli di età compresa tra gli otto mesi e gli otto anni, sono partiti per un viaggio. Mica un week-end in montagna. Ma un'avventura in giro per il mondo. Che raccontano giorno dopo giorno in un blog chiamato non a caso seinviaggio, il loro diario di bordo: "Adesso siamo India, dove trascorreremo il Natale. Torneremo in Italia alla fine di luglio del 2015. Ma non sappiamo in che condizioni".

"Spenderemo 40mila euro". Grecia, Turchia, India. Giappone, Stati Uniti, Messico. Il giro del mondo, appunto. I protagonisti di questa singolare avventura sono papà Alessandro, mamma Caterina e i loro bambini: Ines (otto anni), Miranda (sei), Vinicio (tre) e Martino (il più piccolo, otto mesi). La famiglia Gangemi al completo. "Ci siamo rivolti a un'agenzia canadese che si chiama Bootsnall per organizzare il nostro Round the world ticket, ossia un biglietto aereo particolare che ti permette di girare letteralmente il mondo a costi molto inferiori. Costa in tutto 12-13mila euro, circa duemila a testa per i voli aerei". Per l'intero viaggio contano di spendere "tra i 35 e i 40mila euro, compresi appunto i biglietti, gli spostamenti, i pernottamenti, cibo e spese varie. Il budget che stimiamo è comunque inferiore rispetto a quello necessario negli ultimi anni per sopravvivere a Bologna".

Ma quali difficoltà. Ci vuole coraggio, per fare una scelta del genere. Forse un po' di follia. Ma anche qualcosa di più: "La vita scorre velocissima e spesso neppure si riesce a guardarsi in faccia. Le giornate volano via, i bimbi crescono sballottati tra un corso e l'altro. La nostra qualità della vita era peggiorata" dicono Alessandro e Caterina, che da anni vivono a Bologna. Ma da qui a fare il giro del mondo...: "Le difficoltà più grandi sono quelle che uno si crea. Abbiamo lasciato il lavoro alla fine del 2013, allo scadere dei nostri contratti. Per l'istruzione dei nostri figli abbiamo già sperimentato l'anno scorso la scuola parentale (un tipo di formazione a domicilio, fuori dalle mura scolastiche, ndr). I visti necessari li abbiamo organizzati già dall'Italia". 
 n viaggio. Oggi la famiglia Gangemi è in India. "Potrei dire che stiamo molto bene, ma sarebbe riduttivo. Siamo iperstimolati da questi mesi d’India: ora siamo ad Auroville, probabilmente fino a Natale. I bimbi crescono velocemente e ci insegnano tantissimo. Noi adulti stiamo cercando di capire dove andare e quindi è un bel caos". La prima tappa del viaggio è stata Milano-Ikaria, "isola greca in cui si narra cadde Icaro dopo il volo verso il sole". Poi Atene, Istanbul, Mumbai. Questo viaggio li porterà a Bangkok, Tokyo, San Francisco, Città del Messico, New York. 
 Il blog. Proprio per raccontare questo incredibile viaggio in giro per il mondo, Alessandro e Caterina hanno aperto
 : seinviaggio.wordpress.com. Un diario di bordo, appunto: ci sono le foto, i racconti dei luoghi visitati, dei dettagliatissimi consigli rivolti a chi volesse fare un'esperienza simile. E poi delle informazioni personali, come la scelta di essere vegani "tendenti al crudismo: un buon 70% della nostra alimentazione, bimbi compresi, è fatta di cibo crudo"



giovedì 27 novembre 2014

SUD DELLA FRANCIA CON LE FRIENDS

Oggi è una giornata uggiosa, non smette di piovere ed io sono a casa malata.
Cosi' ho pensato di fare una cosa che mi fa star bene, guardare gli album fotografici e scrivere.
Mi è tornato in mente il viaggio di 3 anni fa  fatto con le mie amiche storiche Elena Lucia e Serena, durante il quale , nell'arco di 3 giorni abbiamo visitato la Francia del sud e la bassa Provenza
Adoro la Francia e le sue regioni romantiche diverse tra loro per cultura e paesaggi
Arrivate a Monaco, parcheggiamo (come al solito, grazie alla lucy )senza problemi  in posizione centrale, e via nel cuore del principato tra le viuzze che ti fanno sentire un po' Grace Kelly



Lasciamo la residenza della famiglia reale e ci dirigiamo verso St Paul de Vance uno dei borghi francesi piu' belli!Questo paesino medioevale arroccato su una collina,  ha ospitato  famosi pittori attori e scrittori







Dopo un rilassante giretto tra le vie che profumano già di lavanda, e sosta al Cafe' che ospita una famosa bocciofila, torniamo in macchina per raggiungere Marsiglia prima di sera.
Marsiglia, la capitale del Sud, sorprendemente bella dopo la sua ricostruzione, vivace ed elegante, degna capitale della cultura 2013











Non lontanto da Marsiglia, non possiamo perderci Cassis, antico villaggio di pescatori diventato famoso per Les Calanques, dei canyon rocciosi che si tuffano nel mare







Fortunate a marzo di aver trovato una bellissima giornata di sole che ci ha permesso di girare in barca, e ammirare cosi' da vicino i gioielli di Cassis, non resta che una piccola fuga ad Eix en Provence. (25 km), città provenzale delle fontane che diede i natali a Cezanne.





Sulla via del ritorno, per festeggiare il nostro bel weekend, che ci ha riempito gli occhi, il cuore la mente e la bocca...un apertivo a Saint tropez




giovedì 20 novembre 2014

In Norvegia la strada piu' pericolosa al mondo ma bellissima

La North Yungas Road è conosciuta anche con il terribile nome di strada della morte. E' lunga fino a 69 chilometri e collega La Paz a Coroico, passa per la regione dello Yungas in Bolivia. E' leggendaria per il pericolo estremo in cui verte la sua carreggiata, più volte è stata definita come la strada più pericolosa al mondo, ogni anno muoiono da 200 a 300 persone. Lungo il tragitto si incontrano di continuo segni degli incidenti e delle vittime che hanno segnato il percorso. Anche la South Yungas Road, un altro collegamento stradale boliviano, è altrettanto rischioso.
 
Alcuni confondono le foto della strada della morte con un altra strada altrettanto pericolosa: quella che attraversa le montagne di Taihang in Cina, dove ci sono i tunnel di Guaoliang, un traforo da brivido che è stato scavato sulla parete di una falesia.
 
La Sichuan-Tibet Highway in Cina è un collegamento indispensabile per le popolazioni locali ma il ponte sul fiume Nujiang è uno dei più pericolosi al mondo. Dall'altra parte del mondo, in Alaska, c'è la Dalton Highway, che scorre parallelamente all'oleodotto che attraversa il Paese, è una tra le strade più isolate al mondo: non ci sono collegamenti telefonici, nè connessioni a Internet, si incontrano solo tre villaggi per un numero complessivo di sessanta abitanti, in estate si possono dover attraversare guadi e occorre essere muniti di carburante e ruote di scorta accessorie.
 
Trollstigen, è una tratto di strada presso Rauma in Norvegia è molto interessante per le pendenze e i tornanti estremi, la strada è aperta solo da maggio a ottobre perché in altri periodi non è percorribile. Sempre in Norvegia, la strada che collega Molde a Kristiansund, tra i fiordi norvegesi dell'Ovest. L'Atlantic Ocean Road è lunga in tutto 8 km, passa sopra 12 ponti che collegano tra loro un intero arcipelago. Se le condizioni climatiche sono pessime e il mare è mosso la strada diventa pressoché impraticabile.
 
Tra le strade più pericolose al mondo è segnalato anche il Passo dello Stelvio: è il valico automobilistico più alto d'Italia, che conta ben 48 tornanti sul versante altoatesino e 36 su quello lombardo. Altra strada panoramica e pericolosa è la Dades Gorge in Marocco: fra i monti dell'Atlante, dove i berberi hanno costruito diverse kasbah a scopo difensivo. Nonostante i pericoli della strada i panorami montuosi e le fortificazioni sono una grande attrazione turistica.
 
Negli Stati Uniti la South Dakota Highway 87 presenta alcuni passaggi davvero rischiosi come il Needle's Eye Tunnel, letteralemnte un passaggio attraverso  la cruna di un ago. Mentre in Madagascar le strade sono terribili per colpa dei ponti pericolanti e del fango della stagione delle piogge.
 
Ovviamente queste dieci non sono le uniche strade ad alto rischio, ci sono tratti stradali drammatici in ogni regione del mondo come nelle Filippine, in Ecuador, in Nuova Zelanda e anche nel Regno Unito.

La classifica delle 10 strade più pericolose al mondo:
1. Death road in Bolivia
2. Tunnel di Guaoliang, in Cina
3. Sichuan-Tibet Highway, Cina
4. Dalton Highway, Alaska
5. Trollstigen Norvegia
6. Passo dello Stelvio, Italia
7. Dades Gorge, Marocco
8. South Dakota Highway 87, USA
9. The Atlantic Ocean Road, Norvegia
10. Madagascar road

giovedì 13 novembre 2014

idea per un weekend- Festa della mela

Pomaria compie dieci anni. La festa dedicata alle mele D.O.P della Val di Non e alle sue eccellenze gastronomiche - che prende il nome dalla dea romana dei frutti - torna l’11 e 12 ottobre. Una due giorni, a Casez, nel cuore della valle a nord di Trento, tra feste in costume, assaggi, mercatini e degustazioni.Sono più di 150.000 sono le presenze contate in 10 edizioni e moltissimi sono gli “affezionati” che, anno dopo anno, tornano a Casez per vivere appieno la festa, partecipare ai laboratori, portarsi a casa i sapori della Val di Non. Nel 2013 erano state 15.000 le presenze, più di 50 gli espositori, 10 gli appuntamenti Slow Food e degustazioni guidate, circa 30 le attività per i bambini. 

Come da tradizione saranno presenti tutte le varietà di mele del consorzio Melinda, ma anche quelle antiche e rare esposte in una mostra pomologica tra le più ricche d’Italia, frutto di un lungo lavoro sulla riscoperta della frutta antica, con i suoi nomi, profumi e forme poco consuete. Protagonista del decimo anno sarà il teatro con le “messe in scena di gusto” della famosa compagnia teatrale Koinè, specializzata nell’ideazione di raffinati e divertenti spettacoli di “teatro sostenibile” e interattivo, in questo caso un grande racconto di un cibo-simbolo della regione. Gli attori in pratica coinvolgeranno i partecipanti, anche mediante supporti audiovisivi, in esperienze multisensoriali e del territorio, della varietà delle mele della Val di Non e dei formaggi locali. 

E poi, laboratori per preparare dolci e marmellate, degustazioni Slow Food, concorsi d’arte e sfide per le mele più belle e più grandi.Anche per ricordare come l’eccellenza sia espressione di cura, amore per un territorio, desiderio di confronto e di condivisione con il mondo. La diffusione della melicoltura in questa parte del Trentino ha caratterizzato il paesaggio, ha plasmato molti aspetti socio-economici e ha reso famosa a livello internazionale una valle-anfiteatro. Ancora, i maestri raccoglitori saranno a disposizione del pubblico con le loro cassette, scale, racconti di vita, e insegneranno agli allievi come si fa a raccogliere una mela nel modo migliore per farla durare nel tempo. 

I bambini potranno sperimentare la cottura di dolci e confetture in numerosi laboratori artigianali creati in collaborazione con le Fattorie Didattiche del Trentino (falegnameria, lavorazione di tessuti, filatura della lana) e in divertenti momenti di incontro con poni e animali da cortile. I tanti momenti “con le mani in pasta”, guidati da esperti, insegneranno inoltre a preparare strudel, torte e composte a base di mela che gli allievi potranno portare con sé alla fine del laboratorio.